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DP Alt Mode su USB-C: cos’è, a cosa serve e quali dispositivi lo supportano
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Il DisplayPort Alt Mode non è stato inventato da un singolo produttore di smartphone o computer. È uno standard industriale pubblicato da VESA, (Video Electronics Standards Association), nel 2014, lavorando in collegamento con il gruppo promotore dello standard USB. L’idea di base è sfruttare la modalità alternativa prevista da USB-C per usare alcune linee del connettore non solo per i dati USB, ma anche per il segnale DisplayPort.
In questo modo un solo cavo può, a seconda del dispositivo e dell’accessorio usato, trasportare video, audio, dati e alimentazione. È la logica alla base di molti monitor USB-C moderni, dock da scrivania, tablet collegati a display esterni e modalità desktop come Samsung DeX o Motorola Smart Connect.
Il DP Alt Mode serve soprattutto per collegare un dispositivo compatto a uno schermo più grande. Su un notebook consente di usare un monitor esterno senza HDMI dedicato. Su un tablet permette di lavorare su un display da scrivania. Su uno smartphone compatibile può servire per duplicare lo schermo, avviare una modalità desktop, fare presentazioni, guardare video su un monitor o usare accessori particolari come piccoli monitor esterni per il vlogging.
È una funzione importante anche perché non richiede compressione video software né soluzioni wireless: il segnale viaggia via cavo, con maggiore stabilità e latenza ridotta. Questo è il motivo per cui accessori come monitor portatili, hub USB-C con HDMI o adattatori USB-C/DisplayPort richiedono spesso in modo esplicito il supporto al DP Alt Mode sul dispositivo sorgente.
Il modo più sicuro è controllare la scheda tecnica ufficiale del prodotto. Le diciture da cercare sono: “DisplayPort”, “DisplayPort Alt Mode”, “DP Alt Mode”, “USB-C video output”, “video out over USB-C”, “external display via USB-C”, “native DisplayPort output over USB-C”, “Thunderbolt” oppure “USB4” con supporto video.
Su alcuni computer può essere presente anche un simbolo vicino alla porta USB-C: il logo DisplayPort, il simbolo Thunderbolt o indicazioni legate a USB4. Sugli smartphone, invece, quasi sempre non c’è alcun segno fisico sulla porta. In quel caso bisogna consultare la documentazione del produttore o usare app di verifica per Android, come i checker dedicati al Type-C DisplayPort.
Va considerato anche il cavo. Un semplice cavo USB-C da ricarica potrebbe non bastare: per il video serve un cavo o un adattatore adatto al trasporto del segnale. Se però il dispositivo sorgente non supporta DP Alt Mode, un adattatore passivo USB-C/HDMI o USB-C/DisplayPort non può aggiungere questa funzione.
L’elenco seguente raccoglie i modelli emersi dalla ricognizione precedente. Per alcuni marchi la compatibilità è documentata direttamente dal produttore; per altri deriva da liste tecniche specializzate e va verificata sulla variante esatta venduta nel proprio mercato.
Per Apple facciamo notare che sono esclusi tutti i dispositivi con uscita Lightning perchè parliamo di un connettore USB-C che troviamo solo da iPhone 15 in poi. Questo non significa che gli iPhone precedenti siano sprovvisti della capacità di uscire in video: occorrererà un adattatore Lightning-HDMI come questo di Apple.