// HDBLOG — CRONACA
Questa Mercedes del '79 era sepolta ad Avellino: oggi è un pezzo unico al mondo
Inghiottita dal terremoto dell'Irpinia nel 1980, una Mercedes 280 TE con soli 6.100 km riaffiora intonsa dopo 40 anni. Oggi vale oltre 130.000 dollari
Nel gennaio del ’76, quando la serie 123 fece il suo debutto davanti alla stampa, in casa Mercedes le station wagon erano ancora una questione “esterna". Chi voleva una vettura della Stella con un bagagliaio infinito doveva passare per la Carrozzeria IMA in Belgio, che prendeva le vecchie berline con le pinne e le adattava alla meno peggio.
La svolta arrivò un paio d’anni dopo. Disegnata sotto la direzione di Bruno Sacco, la T-Model, prima vera “familiare" nata e cresciuta nei reparti Mercedes, fu mostrata a Francoforte nel ’77 e messa in linea di montaggio a Brema nell’aprile del 1978. A Stoccarda vietarono subito l’uso della parola Kombi, giudicata poco elegante, e optarono per la lettera T, acronimo di Trasporto e Turismo. Una scelta di marketing che ha resistito fino ai giorni nostri.
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Tra i circa 2,7 milioni di W123 uscite dai cancelli della fabbrica fino al 1985, ce n’è una con una storia surreale. Nel 1979 un cliente italiano ordina una 280 TE verde nichel. La ritira, ci fa qualche migliaio di chilometri e la parcheggia nel suo garage ad Avellino. L’anno dopo, la terra trema: il terremoto dell’Irpinia scatena una frana che viene giù dritta sulla struttura, inghiottendo la macchina.
Quella che per il proprietario fu una sciagura si è trasformata, quarant’anni dopo, in una fortuna cieca per il collezionismo. Rimasta protetta sotto terra come in una capsula del tempo, la Mercedes ne è riemersa con appena 6.100 chilometri a tabellone e una carrozzeria intonsa, praticamente pari al nuovo.
Oggi gli esperti di Gooding & Christie’s la descrivono come un pezzo da museo e stimano che all’asta possa spuntare tra i 130.000 e i 160.000 dollari (siamo tra i 112.000 e i 138.000 euro). Roba da capogiro, se si pensa che le rilevazioni di Classic Analytics per una 280 TE ben conservata in Germania si fermano attorno ai 28.200 euro.
Oltre alla conservazione maniacale, a far salire la febbre dei collezionisti c’è la configurazione dell’epoca. Trattandosi di una sei cilindri della prima serie, la tappezzeria in tessuto verde ha una trama specifica, diversa da quella delle quattro cilindri, e conserva i pannelli porta in similpelle che la Casa avrebbe abbandonato nel 1982.
Chi la comprò nel ’79 non lesinò su nulla. Nel contratto d’acquisto fece inserire il cambio automatico, il climatizzatore, l’autoradio Becker Europa e persino il seggiolino per bambini nascosto nel bagagliaio. Accessori da capogiro per la fine degli anni Settanta: la macchina, che a listino staccava un prezzo base di 34.535 marchi tedeschi, f