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CD Projekt Red ammette che molti hanno perso fiducia dopo Cyberpunk
Nella storia recente dell'industria videoludica, pochi lanci hanno lasciato un segno tanto profondo quanto quello di Cyberpunk 2077 nel dicembre 2020. Il gioco di CD Projekt Red, atteso per anni come una delle produzioni più ambiziose della generazione, si presentò al pubblico in uno stato talmente problematico da innescare conseguenze senza precedenti: gli investitori minacciarono azioni legali per "informazioni materialmente fuorvianti" e Sony arrivò a rimuovere il titolo dal proprio PlayStation Store, rimborsando i giocatori delusi anche oltre la soglia standard delle due ore di gioco. Una débâcle che pochi studi sarebbero riusciti ad assorbire senza conseguenze devastanti.
A distanza di anni, e con The Witcher 4 all'orizzonte, il co-amministratore delegato di CD Projekt Red, Michał Nowakowski, ha rilasciato dichiarazioni sorprendentemente oneste al newsletter Edge's Knowledge. La sua riflessione non è quella trionfante di chi ha già voltato pagina, ma quella più misurata di chi fa ancora i conti con le proprie responsabilità: "Non sono convinto al cento per cento di aver completato il percorso di redenzione," ha ammesso apertamente, senza giri di parole.
Nowakowski ha descritto quel periodo come "straziante" per lo studio, poiché la reputazione costruita negli anni era sempre stata il patrimonio più prezioso dell'azienda. "Sono convinto di aver perso per sempre la fiducia di alcune persone, ed è giusto così," ha riconosciuto. "Ma spero di poter recuperare, se non con The Witcher 4, allora con quello che verrà dopo."
Quella crisi ha però avuto un effetto paradossale sulla struttura interna dello studio polacco. Chi è rimasto, secondo Nowakowski, è emerso come una generazione di professionisti temprati dall'esperienza: "Ci siamo ritrovati con veterani navigati, leader capaci di reggere un tipo diverso di pressione sulle spalle." Un'immagine che ricorda quella degli equipaggi che, dopo una tempesta in mare aperto, conoscono ogni crepa della nave.
Sul fronte della trasformazione del gioco, i numeri parlano da soli. Un mese dopo l'uscita dell'espansione Phantom Liberty, il 95 per cento delle oltre 7.000 recensioni lasciate dagli utenti era positivo, un ribaltamento quasi senza precedenti per un titolo partito così in basso. Il direttore associato del gioco, Paweł Sasko, aveva dichiarato di aver sempre creduto in una simile inversione di tendenza, pur non pensando di vederla davvero realizzata.
Nowakowski ha anche delineato la filosofia con cui CD Projekt intende muoversi in futuro, lontana dalla logica delle grandi publisher che sfornano titoli ogni anno. "Abbiamo un piano decennale di massima, ma l'obiettivo non è inondare il mercato con i nostri giochi," ha spiegato. "Vogliamo realizzare titoli di qualità, senza accumulare un catalogo eccessivo di franchise."
Questa visione, che potrebbe sembrare quasi anacronistica in un settore sempre più orientato alla quantità e ai modelli live-service, riflette una scelta precisa: crescere con attenzione piuttosto che espandersi a ogni costo. Che The Witcher 4 riesca o meno a chiudere definitivamente il cerchio aperto dal disastro di Cyberpunk, la strada che lo studio ha scelto di percorrere appare quella di chi preferisce costruire con pazienza piuttosto che rincorrere il mercato.