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USA, boom di solare e batterie tra i nuovi impianti energetici
La Energy Information Administration ha censito 368 impianti utility-scale entrati in funzione negli Stati Uniti tra gennaio e giugno 2026. L’elenco comprende strutture di generazione e accumulo realmente operative, non semplici annunci: una fotografia concreta di quale combinazione energetica stia prendendo forma nella rete statunitense.
Il dato principale riguarda il numero dei progetti, che non deve essere confuso con la potenza installata. Il solare su scala industriale guida la classifica con 207 progetti solari, seguito da 95 sistemi a batteria. Sono entrate in servizio anche 22 turbine a gas, 21 impianti con motori a combustione interna e appena tre centrali a gas a ciclo combinato.
Le dimensioni raccontano però una storia più articolata. SunZia Wind South e North, nel Nuovo Messico, forniscono insieme 3.650 megawatt e costituiscono i più grandi parchi eolici del Paese. Il progetto SunZia Wind è stato sviluppato per circa un decennio: la sua attivazione appare quindi come il risultato di investimenti avviati da tempo, non come il segnale di una nuova espansione generalizzata dell’eolico terrestre. Anche Vineyard Wind, al largo del Massachusetts, proviene da un lungo percorso autorizzativo e industriale.
La tendenza più diffusa emerge scendendo verso impianti meno imponenti. Il Green River Energy Center, nello Utah, combina 400 megawatt di fotovoltaico con 400 megawatt di batterie. Secondo Eric Gimon, senior fellow del centro studi Energy Innovation, i progetti solari piccoli e medi risultano generalmente più semplici da collocare e costruire, grazie a una scelta più ampia di siti disponibili. Molti vengono affiancati da sistemi di accumulo.
Il Texas presenta una combinazione peculiare: 3.067 megawatt di nuove batterie, 2.311 megawatt di solare utility-scale e 1.154 megawatt forniti da turbine o motori alimentati a gas. Le politiche statali hanno favorito gas e accumulo per sostenere la rete nei periodi di domanda elevata. Non è invece entrato in funzione alcun nuovo progetto eolico terrestre, nonostante il Texas rimanga il leader nazionale del settore.
I tre maggiori tipi di impianti a gas hanno aggiunto complessivamente 2.707 megawatt. La capacità nominale, tuttavia, non equivale all’energia effettivamente prodotta: il fotovoltaico non genera elettricità di notte, mentre numerosi impianti a gas destinati ai picchi possono funzionare soltanto per pochi giorni o settimane all’anno. Il database esclude inoltre il solare di piccola scala, compresi gli impianti sui tetti.
L’elenco delle strutture pianificate suggerisce che il modello basato su solare più accumulo potrebbe continuare a espandersi, mentre un’ondata di nuove centrali a gas è prevista verso la parte finale del decennio. Le dimensioni effettive di entrambe le crescite restano incerte: dipenderanno dall’aumento della domanda elettrica e dal consumo dei data center per l’intelligenza artificiale. I 368 impianti già operativi descrivono quindi il presente con maggiore affidabilità rispetto alle capacità soltanto annunciate.
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