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Windows abbassa di nascosto a 60Hz i monitor ad alto refresh
Windows può riportare automaticamente a 60 Hz un monitor configurato per funzionare a frequenze superiori, senza mostrare un avviso evidente all’utente. Il comportamento emerge dopo operazioni comuni come la reinstallazione dei driver grafici, il passaggio fra schermi differenti o l’attivazione di un profilo energetico. Il risultato è un’immagine meno fluida, nonostante il pannello continui a essere riconosciuto e a funzionare apparentemente senza anomalie.
Uno dei casi più frequenti riguarda la rimozione dei driver GPU, effettuata manualmente oppure tramite strumenti di pulizia come Display Driver Uninstaller e AMD Cleanup Utility. Durante l’operazione il sistema passa a un driver generico, sufficiente per visualizzare il desktop ma normalmente impostato a 60 Hz. Dopo l’installazione del nuovo pacchetto grafico, Windows può conservare tale valore anziché recuperare la frequenza selezionata in precedenza.
Una situazione simile può verificarsi sui sistemi AMD quando Windows Update installa una versione più vecchia o non corretta del driver grafico. Sui notebook, invece, il principale indiziato è spesso il risparmio energetico: utility come ASUS Armoury Crate e MSI Center possono ridurre il refresh rate quando il computer funziona a batteria, dopo un riavvio oppure quando viene attivato un profilo orientato all’autonomia.
Il ritorno a 60 Hz è stato osservato anche cambiando il display attivo, per esempio passando dal monitor principale a un televisore e poi tornando alla configurazione originale. Scollegare il cavo video, sostituire un adattatore o utilizzare uno switch KVM può produrre lo stesso effetto. Anche un avvio in Modalità provvisoria, dove 60 Hz rappresenta il valore predefinito, può lasciare invariata la frequenza dopo il successivo riavvio normale.
Non sono coinvolti soltanto driver e collegamenti fisici. Alcuni videogiochi meno recenti, eseguiti a schermo intero esclusivo con un limite di 60 fotogrammi al secondo, possono lasciare il desktop bloccato alla stessa frequenza dopo la chiusura. Persino una modifica della risoluzione può azzerare l’impostazione precedente. La gestione poco trasparente delle configurazioni si inserisce in una fase di continui cambiamenti del sistema, nella quale anche la rimozione di WMIC da Windows 11 richiede agli utenti di ricontrollare procedure e impostazioni consolidate.
Se il problema compare a ogni riavvio, sui portatili conviene verificare innanzitutto i profili energetici predisposti dal produttore. Sui desktop possono invece incidere due componenti di sistema: Display Enhancement Service e Display Policy Service. Il primo dovrebbe essere disponibile con avvio manuale su richiesta, mentre il secondo utilizza normalmente l’avvio automatico. Se risultano disabilitati, Windows potrebbe non applicare correttamente le politiche associate allo schermo.
La frequenza effettiva resta consultabile nelle impostazioni avanzate dello schermo e dovrebbe essere controllata dopo ogni reinstallazione pulita dei driver, cambio di monitor o modifica dei profili energetici. Non si tratta necessariamente di un guasto del pannello o della scheda video: il sistema continua a generare un segnale valido, ma sceglie il valore conservativo di 60 Hz e non sempre recupera automaticamente quello nativo del monitor.
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