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NVIDIA lancia nuovi strumenti AI, dalla chimica ai telescopi
NVIDIA ha presentato alla conferenza ISC di Amburgo una nuova serie di strumenti software pensati per accelerare l'AI per la scienza, con applicazioni che vanno dalla chimica computazionale all'analisi dei dati raccolti da telescopi e grandi esperimenti fisici. La novità conta perché sposta su pipeline GPU operazioni che, su CPU tradizionali, possono richiedere ore o giorni.
Il pacchetto comprende la libreria NVIDIA DAQIRI, i microservizi NVIDIA ALCHEMI NIM e il codice di riferimento NVIDIA cuPhoton, in arrivo prossimamente. Tutti rientrano nell'ecosistema CUDA-X, la raccolta di librerie e strumenti con cui l'azienda porta l'accelerazione GPU in ambiti diversi dall'addestramento dei modelli, includendo calcolo ad alte prestazioni, simulazione e analisi scientifica.
Il caso più immediato riguarda l'astronomia. Eseguito su sistemi GB200 NVL72, cuPhoton accelera caricamento, lettura, elaborazione e analisi dei file FITS, formato standard usato da osservatori e telescopi. In accesso anticipato, il software ha velocizzato fino a 14.900 volte il caricamento e la lettura delle immagini raccolte dal Rubin Observatory per il Legacy Survey of Space and Time, oltre a migliorare fino a 8.400 volte l'elaborazione del segnale con 32 superchip Grace Blackwell.
Il punto non è soltanto prestazionale. La fotocamera LSST del Rubin Observatory produce immagini di miliardi di galassie lontane e di oggetti deboli, difficili da rilevare perché riflettono poca luce. Rendere più rapida l'analisi di questi dati significa ridurre il tempo tra osservazione e scoperta, un passaggio cruciale per studi su materia oscura, energia oscura e fenomeni astronomici transitori.
La stessa strategia si inserisce nel percorso con cui NVIDIA sta trasformando le GPU in piattaforme scientifiche complete: l'idea dell'IA come motore dell'innovazione nelle RTX 5000 torna qui in una forma più ampia, dove librerie, microservizi e superchip lavorano insieme per costruire flussi di analisi end-to-end.
NVIDIA DAQIRI, acronimo di Data Acquisition for Integrated Real-time Instruments, affronta invece il problema dell'acquisizione dati da sensori e rilevatori ad alta velocità. Nei sistemi più vecchi, l'hardware fisso può perdere informazioni quando gli strumenti generano dati più rapidamente di quanto sia possibile salvarli. DAQIRI gestisce il flusso in ingresso mentre arriva, aprendo la strada ad analisi in tempo reale.
Un esempio è A-GHOST, progetto sviluppato da ricercatori del CERN, dell'Università di Chicago e dell'University College London nell'ambito di CERN openlab. Il sistema usa DAQIRI per eseguire modelli AI sui dati di collisione dell'esperimento ATLAS, analizzando informazioni che normalmente verrebbero scartate per limiti di archiviazione: oltre il 99% del totale.
La terza area è la chimica computazionale. NVIDIA ALCHEMI include microservizi e toolkit per accelerare la scoperta di materiali, con applicazioni in batterie, catalizzatori, display OLED e prodotti per la cura personale. I microservizi BGR e BMD permettono di simulare milioni di molecole e materiali in parallelo, mentre il supporto VASP in accesso anticipato punta a migliorare il throughput GPU delle simulazioni atomistiche, con accelerazioni dichiarate fino a 3 volte per l'ottimizzazione geometrica.