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Google Pixel 11 prova a fare ciò che Apple tenta da anni
Una vecchia email, una fotografia o un documento possono essere cercati direttamente dal cassetto delle applicazioni dei Google Pixel 11. La funzione, indicata come Pixel Search, amplia la ricerca di sistema ai contenuti associati all’account Google, affiancandoli ai risultati locali e web già disponibili sui telefoni della società.
Pixel Search è accessibile dalla barra collocata nella parte superiore del cassetto delle app di Pixel Launcher. L’interfaccia raccoglie i risultati provenienti da fonti differenti e permette di restringere la ricerca alla categoria desiderata. Le prove condotte sui dispositivi già affidati a tester e recensori confermano che la novità è operativa e non deriva da un’indiscrezione.
L’estensione coinvolge servizi come Gmail, Google Foto e Google Drive. Un utente può quindi recuperare un messaggio, un’immagine o un file senza aprire singolarmente le rispettive applicazioni. I filtri servono a separare le diverse fonti quando la stessa query produce più tipi di contenuto.
La documentazione ufficiale sulla ricerca Pixel elenca tra i risultati tradizionali web, applicazioni, contatti, impostazioni, Play Store, screenshot e funzioni dell’Assistente. Nel 2025, tuttavia, le verifiche sulla precedente implementazione avevano mostrato l’incapacità di individuare contenuti più profondi, tra cui documenti di Drive, album di Google Foto, note di Keep e specifici eventi di Calendar. Pixel Search colma almeno parte di questa lacuna.
La collocazione della funzione impone una distinzione precisa. Pixel Launcher mantiene separata la barra Google permanente della schermata Home dalla ricerca disponibile dopo aver aperto il cassetto delle applicazioni. L’accesso ai contenuti dell’account è quindi legato per ora a quest’ultima interfaccia e non trasforma la barra principale in un punto di ricerca universale.
Google ha presentato internazionalmente la famiglia Pixel 11 nell’agosto 2026 e il Google Store italiano ne conferma la commercializzazione anche nel nostro Paese. L’ampliamento delle fonti consultabili riguarda dunque dispositivi destinati anche al mercato italiano, con una ricerca più integrata nell’ecosistema Google e filtri dedicati per gestire i risultati.
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