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Missione Swift fallita, addio al satellite dopo 22 anni
Nonostante i vari tentativi effettuati da Katalyst Space, la navicella LINK non riuscirà ad agganciare il Neil Gehrels Swift Observatory per sollevare la sua orbita. La NASA ha comunicato che non verrà ottenuto lo scopo della missione. Il satellite rientrerà e brucerà nell’atmosfera entro fine anno. Non ci sono i tempi tecnici per soluzioni alternative.
La navicella LINK è stata portata in orbita dal razzo Pegasus XL di Northrop Grumman all’inizio di luglio. NASA e Katalyst Space avevano confermato il perfetto funzionamento dei sistemi (comunicazione, alimentazione, avionica e propulsione). A fine luglio è stato però rilevato un problema al controllo dell’assetto. LINK ha iniziato a ruotare a causa del malfunzionamento del sistema di alimentazione elettrica di due delle tre ruote di reazione che controllano l’assetto.
La rotazione è stata rallentata con l’accensione dei propulsori elettrici da 9 a 1,47 gradi al secondo. Successivamente è stato inviato un aggiornamento software. Purtroppo questi tentativi non hanno avuto l’esito sperato. La NASA ha comunicato che LINK non aggancerà Swift per portarlo ad un’altitudine di sicurezza.
LINK si avvicinerà al satellite per eseguire alcune operazioni di prossimità, tra cui la verifica del funzionamento del sistema di navigazione. Verranno quindi raccolti dati che possono essere utili per simili missioni future. La NASA ha assegnato il contratto da 30 milioni di dollari a Katalyst Space meno di un anno fa (settembre 2025). L’azienda dell’Arizona ha quindi avuto poco tempo per pianificare la missione.
Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha dichiarato:
La NASA dovrebbe essere disposta ad agire rapidamente e ad assumersi rischi calcolati quando il potenziale ritorno ne vale la pena, ed è esattamente ciò che abbiamo fatto con questa missione. Questo non è il risultato a cui puntavamo, ma non cambia il motivo per cui valeva la pena tentare questa missione. Il team si è mosso con straordinaria rapidità per dare a Swift la possibilità di svolgere ulteriori esperimenti scientifici, sviluppando al contempo le capacità di cui l’America avrà bisogno per la manutenzione dei satelliti in futuro. Impareremo tutto il possibile dal tentativo di rendezvous di LINK e metteremo a frutto questi insegnamenti nelle missioni successive.
Senza un intervento esterno (praticamente impossibile), Swift rientrerà nell’atmosfera terrestre entro fine anno. Terminerà quindi le sue attività dopo circa 22 anni (la missione doveva durare solo due anni).