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La Bce valuta la mossa di settembre fra i tremori del debito Usa
(di Domenico Conti) L'economia europea tiene, parola della presidente Bce Christine Lagarde. E l'inflazione resta vicina al 3%: gli elementi per un nuovo rialzo dei tassi Bce a settembre ci sarebbero tutti e i mercati lo scontano. Se non fosse che le incertezze globali sono alle stelle e più di un governatore preferirebbe aspettare, come probabilmente farà la Fed alle prese con inflazione elevata e diesel sui massimi storici, ma anche con scossoni preoccupanti sul debito Usa: l'oro torna a correre e il Tesoro Usa prepara un buyback per rassicurare. E' il senso generale che i banchieri centrali portano con sé dopo l'estate calda del 2026, fra temperature record che minacciano altra inflazione, sforzi di pace falliti in Ucraina, e in Iran addirittura il rischio di un'escalation. Per la Bce la data è il 10 settembre con una riunione 'fuori sede' a Berlino. Per la Fed il 16 settembre, con i verbali in arrivo oggi che potrebbero dire qualcosa sulle divisioni nel comitato di politica monetaria in merito all'opportunità di una stretta entro fine anno. Lagarde, stamani, intervenuta a una riunione a porte chiuse del Wef a Ginevra, è tornata sulle riforme del mercato unico. Nessun segnale sui tassi, tranne che l'economia "è continuata a crescere nel 2026 nonostante lo shock energetico". Il Pil a +0,4% nel secondo trimestre, meglio del previsto, indica resilienza a dazi e crisi energetiche. All'Italia, i 12 mesi a giugno 2026 hanno regalato un avanzo corrente in miglioramento a oltre 30 miliardi. Per l'Europa sono 276 miliardi, sia pure in calo dai 303 di un anno prima. Sul piano dell'inflazione, i dati Eurostat indicano per luglio un'accelerata al 2,9% dal 2,8% di giugno, con i prezzi al distributore largamente responsabili. L'inflazione 'di fondo' al netto di alimentari ed energia, osservata speciale di Francoforte, accelera al 2,5% dal 2,4%. Philip Lane, il capo economista che vota nel Consiglio, si aspetta che i prezzi viaggino al 3% nel resto dell'anno, e non nasconde che il caldo record alzerà l'inflazione nel 2027 attraverso rincari alimentari. Con la crescita che regge e l'inflazione "molto" al di sopra del target Bce del 2% - parole sempre di Lane - sulla carta ci sarebbero tutti gli elementi per un rialzo dei tassi a settembre, dopo quello di giugno al 2,25%. Per Olli Rehn, governatore finlandese, è "essenziale" evitare una rincorsa prezzi-salari. Alla Bce, tuttavia, diversi banchieri sono per la prudenza. "Vedremo l'impatto della guerra più avanti quest'anno", diceva lo stesso Lane ieri a una radio irlandese. C'entrano i rischi imprevedibili - recessione inclusa - della chiusura prolungata di Hormuz. C'è il timore di ripetere il passo falso di Jean-Claude Trichet, che nel 2008 e 2011 alzò i tassi per pentirsene poco dopo. Ci sono, soprattutto, i rischi di una correzione violenta della 'bolla' Ia sulle Borse e gli scossoni globali sui mercati del debito. Giusto oggi il Tesoro Usa ha annunciato un "riacquisto potenziato" dei treasuries a lunga scadenza, dopo che ieri i rendimenti trentennali avevano segnati i massimi di un quarto di secolo al 5,33% trascinando al 4,89%, massimo dal 2023, anche i Btp italiani di pari scadenza. Una mossa, quella di Washington, volta a rassicurare sul maxi-debito pubblico Usa, col massiccio indebitamento privato per l'Ia che ora gli fa concorrenza. Arriva dopo che a inizio agosto gli Usa, per sostenere lo yen, si erano messi a comprarlo con una mossa insolita e non concordata, vendendo euro anziché dollari. In molti pensano che Washington si sia decisa nel timore che Tokyo potesse scaricare miliardi di dollari di Treasuries per sostenere la propria valuta, aggiungendo un fattore d'instabilità a un mercato che vale oltre 31.000 miliardi di dollari.
La Bce valuta la mossa di settembre fra i tremori del debito Usa
ROMA,
20 agosto 2026, 11:23
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