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NVIDIA investe nella startup che vuole cambiare i data center AI
Upscale AI ha raccolto 190 milioni di dollari in un round Series A-1 per accelerare lo sviluppo della propria infrastruttura di rete dedicata all'intelligenza artificiale. La notizia conta perché la startup di Santa Clara vuole risolvere uno dei colli di bottiglia meno visibili ma più critici dei moderni data center AI: far comunicare chip diversi alla massima velocità, senza dipendere da un singolo ecosistema proprietario.
Il nuovo finanziamento porta il totale raccolto dalla società a 500 milioni di dollari e la valutazione a 2 miliardi, raggiunti in meno di 18 mesi. Il round è stato guidato da Premji Invest, con l'ingresso di NVIDIA, Salesforce Ventures, Temasek e Seligman Ventures, oltre al supporto di investitori già presenti come Mayfield, Tiger Global, StepStone, Maverick Silicon e Prosperity7.
Il punto tecnico è semplice da spiegare ma complesso da realizzare: i sistemi AI su larga scala richiedono migliaia di acceleratori che lavorano in modo sincronizzato. Oggi molte architetture funzionano al meglio quando GPU, interconnessioni e software appartengono allo stesso stack. Upscale AI sta invece costruendo un fabric di rete basato su standard aperti, pensato per consentire a chip di produttori diversi di dialogare come parte di un unico sistema.
È lo stesso problema industriale che sta emergendo anche nei limiti delle infrastrutture aziendali davanti all'AI: non basta aggiungere potenza di calcolo se rete, storage e caching non sono stati progettati per carichi generativi distribuiti. Upscale AI punta quindi a uno strato di comunicazione capace di sostenere training e inferenza su cluster eterogenei, un'esigenza sempre più concreta per hyperscaler e fornitori cloud specializzati.
Il mercato che la startup vuole intercettare è enorme. La spesa per switch destinati ai data center AI potrebbe superare i 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2030, mentre i grandi operatori cloud stanno aumentando in modo aggressivo gli investimenti infrastrutturali. In questo scenario, soluzioni come NVLink e InfiniBand restano centrali, ma la pressione verso sistemi più aperti cresce con la diversificazione dei chip AI.
La credibilità del progetto passa anche dai fondatori. Rajiv Khemani, presidente esecutivo di Upscale AI, ha già guidato Innovium, poi acquisita da Marvell per 1,1 miliardi di dollari, e in passato ha lavorato nell'area networking di Intel e Cavium. Il CEO Barun Kar arriva invece da esperienze in Palo Alto Networks e Juniper Networks, dove ha seguito portafogli legati a Ethernet e infrastrutture di rete.
Resta però una sfida ad altissimo costo. Progettare chip personalizzati sui nodi produttivi più avanzati richiede centinaia di milioni di dollari prima ancora della commercializzazione, mentre i fornitori chiedono impegni di capacità con largo anticipo. La concorrenza è già forte: Nexthop AI ha raccolto 500 milioni in Series B, mentre Broadcom e NVIDIA dispongono di risorse enormi. Per Upscale AI, il prossimo banco di prova sarà dimostrare che un approccio open networking può avvicinare le prestazioni delle alternative proprietarie nei carichi AI reali.