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Milei collega l'aborto alla diminuzione delle nascite e alle difficoltà della ripresa
Il presidente dell'Argentina,
Javier Milei, ha messo in relazione l'aborto con la diminuzione
delle nascite nel Paese e con le difficoltà della ripresa
economica. "Stiamo pagando molto cara la follia dei fazzoletti
verdi, oggi l'Argentina non raggiunge il tasso di crescita della
popolazione e di natalità che permette il ricambio della
popolazione", ha affermato oggi il leader libertario in una
conferenza, aggiungendo che "questa passione di assassinare
bambini nel ventre della madre ci sta costando cara in termini
di crescita e ancora di più in termini del sistema
previdenziale".
Nell'ultimo decennio le nascite in Argentina sono diminuite
del 47%, passando da 777.012 nel 2014 a 413.135 nel 2024. Il
tasso di natalità si attesta a un minimo storico di 1,23 figli
per donna, ben al di sotto del livello di 'sostituzione' di 2,1.
Non ci sono tuttavia evidenze scientifiche che mettano in
relazione tali statistiche con la promulgazione nel 2021 della
legge che consente l'interruzione volontaria della gravidanza
entro le 14 settimane di gestazione. Secondo studi sociologici e
demografici le cause del calo della natalità in Argentina sono
analoghe a quelle registrate in altri paesi della regione e sono
in relazione alla maggiore autonomia personale, al posticipo
della maternità e alle difficoltà economiche o lavorative che
impediscono la realizzazione dei progetti familiari.
Milei collega l'aborto alla diminuzione delle nascite e alle difficoltà della ripresa
BUENOS AIRES,
20 agosto 2026, 18:56
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