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The Last of Us Online: il gioco cancellato sarebbe costato a Sony "centinaia di milioni di dollari"
The Last of Us Online sarebbe costato a Sony "centinaia di milioni di dollari" prima di essere cancellato nel 2023. A rivelarlo è Jason Schreier di Bloomberg, che ha ricostruito in un recente intervento la travagliata storia del progetto multiplayer di Naughty Dog e il suo peso all'interno della strategia live service di PlayStation. Il gioco, inizialmente nato come un progetto di dimensioni più contenute, sarebbe progressivamente cresciuto fino a trasformarsi in un vero e proprio titolo live service, richiedendo un investimento enorme in termini di tempo, denaro e risorse.
Secondo Schreier (minuto 10:43 del video in calce), Naughty Dog ha infatti lavorato a lungo, per molti anni, su The Last of Us Online, arrivando a coinvolgere una parte enorme dello studio nello sviluppo. Il gioco non era quindi un semplice "progetto secondario" realizzato mentre il team principale lavorava al prossimo gioco singleplayer, ma era diventato uno dei più importanti nella storia recente dello studio. La situazione avrebbe inoltre avuto conseguenze dirette sul calendario di Naughty Dog: la maggior parte degli sviluppatori sarebbe rimasta impegnata su The Last of Us Online o su remaster dei precedenti capitoli fino alla cancellazione del multiplayer, prima del passaggio a Intergalactic: The Heretic Prophet.
Secondo Schreier, la decisione di abbandonare il progetto arrivò nel 2023, quando Naughty Dog si rese conto che trasformare The Last of Us Online in un gioco live service avrebbe richiesto un impegno enorme anche dopo la pubblicazione. Il titolo avrebbe infatti avuto bisogno di una squadra dedicata per anni alla produzione di nuovi contenuti e aggiornamenti, sottraendo risorse ai giochi singleplayer per cui lo studio è maggiormente conosciuto. A quel punto Sony e Naughty Dog decisero di interrompere lo sviluppo, nonostante l'enorme investimento già sostenuto e un progetto che, secondo precedenti indiscrezioni, sarebbe arrivato a circa l'80% dei lavori. Il fallimento di The Last of Us Online aiuta inoltre a spiegare perché Naughty Dog non abbia pubblicato un nuovo gioco originale dai tempi di The Last of Us: Parte 2, uscito nel 2020.