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Marvel Tōkon: Fighting Souls, recensione: il picchiaduro dell'estate che non ti aspettavi
Nel 2018, Arc System Works aveva fatto qualcosa di straordinario con Dragon Ball FighterZ: aveva preso un franchise enorme, lo aveva ridisegnato con uno stile anime cel shading curatissimo (anche più delle ultime serie animate) e ne aveva fatto uno dei picchiaduro più belli e profondi di quella generazione. Un gioco già avanti anni luce per l'epoca, che chi lo aveva amato difficilmente aveva dimenticato.
Marvel Tōkon: Fighting Souls è la conferma che quello non era un caso. Arc System Works ha preso un altro franchise enorme, lo ha fatto suo, e ha consegnato quella che è probabilmente la sorpresa più bella di questa estate 2026. Non era scontato che funzionasse. I supereroi Marvel hanno saturato ogni forma di intrattenimento negli ultimi anni, e l'idea di un picchiaduro 4v4 con venti personaggi coloratissimi avrebbe potuto tranquillamente risolversi in un prodotto di facciata. Invece è esattamente il contrario.
Partiamo dall'aspetto più immediato: Marvel Tōkon è bellissimo. Mescolare lo stile visivo di Arc System Works con i personaggi Marvel sembrava già sulla carta un'idea vincente, ma vederla eseguita a questo livello è un'altra cosa. I modelli dei personaggi sono incredibilmente dettagliati e animati, gli effetti durante le mosse speciali riempiono lo schermo di colore e movimento senza mai diventare confusi, e ogni personaggio ha una caratterizzazione visiva che sembra uscita dal miglior fumetto che gli sia mai stato dedicato.
Iron Man sembra un Gundam. Loki ha tutta l'energia di un villain da shonen. Ghost Rider è inquietante nella misura giusta. Green Goblin si muove sul suo aliante come dovrebbe fare davvero, e non è neanche così banale da giocare. E Peni Parker con il suo mech Sp//dr riempie letteralmente metà schermo, cosa che in un picchiaduro è una scelta coraggiosa e azzeccatissima.
Su PS5 il gioco gira in modo impeccabile: zero cali, zero problemi, un'esperienza fluida dall'inizio alla fine.
Purtroppo non possiamo dire lo stesso della versione PC, dove i problemi di performance al lancio erano significativi. Arc System Works sta rilasciando patch regolarmente e la situazione è migliorata, ma non è ancora completamente risolta. Un vero peccato, perché il gioco merita di essere goduto al meglio su qualsiasi piattaforma.
Marvel Tōkon fa una cosa che i picchiaduro difficilmente riescono a fare bene: è accessibile senza essere banale. Il tutorial è lungo, forse anche un po' troppo, ma chi lo segue con attenzione impara davvero una quantità enorme di meccaniche. E chi invece vuole semplicemente premere tasti e vedere cose belle a schermo può farlo, perché il gioco supporta auto-combo e comandi semplificati che permettono di essere competitivi con uno sforzo minimo.
Il sistema di combattimento 4v4 con barra della vita condivisa tra tutti i membri della squadra è la scelta che permette tutto questo. Non devi imparare quattro personaggi da zero per essere efficace: puoi concentrarti sul tuo personaggio principale, usare gli altri come assist e scalare gradualmente la complessità man mano che ti senti pronto.
Ma se vuoi andare in profondità, la profondità c'è, eccome.
Le dinamiche di squadra non sono banali, però. Alcune meccaniche, come sbloccare l'ultimo membro del team durante il match, richiedono scontri che vadano per le lunghe, e non tutti i combattimenti lo permettono. È un sistema che premia chi sa costruire una squadra con sinergie precise, scegliendo con attenzione non solo i personaggi ma anche la posizione che occuperanno come assist. Ci vuole tempo per metabolizzarlo, ma il processo di apprendimento è uno dei più soddisfacenti che un picchiaduro possa offrire.