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Atari ST, il Public Floppy Database è ora aperto a tutti sul web
Dal 21 luglio 2026, chi vuole esplorare il patrimonio software dell’Atari ST può cercare, consultare e scaricare immagini di dischetti attraverso il browser web pubblico dell’Atari ST Public Floppy Database. Per queste operazioni non serve più possedere il SidecarTridge Multi-device: la novità è importante proprio perché trasforma un archivio nato accanto al computer originale in uno strumento facilmente accessibile anche da una macchina moderna.
È però necessaria una distinzione: prima di questa apertura, i file non erano disponibili soltanto attraverso l’accessorio. Il catalogo grezzo circolava tramite CSV pubblici e la beta del firmware v0.0.15 del 16 febbraio 2024 aveva già aperto il repository a tutti gli utenti. Quello arrivato nel luglio 2026 è dunque il browser grafico pubblico, non la prima possibilità assoluta di raggiungere il materiale.
Il funzionamento risponde a una domanda molto concreta: che cosa si può fare oggi con quei dischetti? Il formato .ST conserva un’immagine grezza del loro contenuto e può essere impiegato con emulatori, dispositivi Gotek, hardware SidecarTridge oppure per riscrivere supporti fisici compatibili. Il download, quindi, non è un semplice reperto da accumulare: è il punto di partenza per riportare quei contenuti su sistemi originali o contemporanei.
L’interfaccia web abbassa la soglia d’ingresso, ma il database conserva una struttura comunitaria e controllata. I contributi sono accettati esclusivamente in formato .ST, una singola immagine per ogni invio, e vengono revisionati prima della pubblicazione. Anche il file dedicato alle aggiunte recenti ha un limite preciso di 300 righe: dietro la consultazione immediata resta quindi un archivio curato, non un deposito indiscriminato.
Il progetto era entrato nell’ecosistema SidecarTridge il 26 ottobre 2023, quando il firmware v0.0.11 introdusse l’accesso a un database remoto e continuamente aggiornato. Il Multi-device si collega alla porta cartridge dell’Atari ST e utilizza un Raspberry Pi Pico W con microcontrollore RP2040, Wi-Fi e memoria microSD. Quell’hardware continua ad avere un ruolo sul computer originale; ciò che scompare è la sua necessità per cercare e scaricare tramite interfaccia grafica.
La rilevanza dell’archivio deriva dalla storia molto concreta della piattaforma. Dopo il passaggio della divisione consumer e home computer di Atari a Tramel Technology, avvenuto il 2 luglio 1984, la società divenne Atari Corporation e lavorò rapidamente a un computer basato sul Motorola 68000, dotato di interfaccia grafica ma proposto a un prezzo inferiore rispetto alle macchine professionali contemporanee.
Il 520ST e il prototipo 130ST furono presentati il 5 gennaio 1985 al Winter CES di Las Vegas; il lancio ufficiale statunitense del 520ST seguì l’8 luglio. Il primo modello commerciale disponeva di un Motorola 68000 a 8 MHz e 512 KB di RAM. Nel 1985 il sistema con monitor monocromatico costava 799 dollari e, entro novembre, le vendite dichiarate avevano superato le 50.000 unità.
Non era soltanto una questione di prezzo. La grafica offriva 320 × 200 pixel con 16 colori scelti da una tavolozza di 512, 640 × 200 con quattro colori oppure 640 × 400 in monocromatico. TOS utilizzava il desktop grafico GEM: le prime unità caricavano il sistema operativo da dischetto, mentre quelle successive lo integrarono in ROM. Mouse, colore e alta risoluzione monocromatica sostenevano il posizionamento aggressivo contro Apple Macintosh e Commodore Amiga.
Il passo successivo arrivò al Winter CES del 9 gennaio 1986 con il 1040STF, che portava la memoria a 1 MB e integrava alimentatore e unità floppy da 3,5 pollici nel computer. Il sistema con monitor monocromatico fu annunciato a 999 dollari. Le porte MIDI IN e MIDI OUT, unite alla temporizzazione stabile, favorirono inoltre una lunga presenza degli ST negli studi musicali, nei sequencer e nelle configurazioni dal vivo.
La famiglia proseguì con Mega ST, STacy e, dal 1989, con la linea STE, che aggiornava graf