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I manuali di istruzioni dei videogiochi più belli che abbia mai letto in vita mia
C'era un tempo in cui i videogiochi venivano venduti a corredo di manuali di istruzioni degni di tale nome. Una delle operazioni più appaganti dell'epoca delle prime PlayStation e Xbox era sfogliare quei libricini ricchi di istruzioni e, alle volte, anche informazioni pratiche sulla lore di quel determinato titolo.
Uno dei racing game più belli ed eclettici che abbia mai giocato, Auto Modellista, presentava un manuale di istruzioni davvero interessante. Il videogioco Capcom riuscì all'epoca ad invertire la rotta dei titoli di corse, portando in grembo una grafica cel-shaded quando tutti, ma proprio tutti, stavano andando nella direzione opposta, e cioè quella del foto-realismo. E fu proprio questo suo stile unico a rendere il manuale di istruzioni così memorabile per il me dell'epoca, con pagine che sembravano uscire da un manga giapponese. Aprire quel libricino significava gettarsi nelle atmosfere della Tokyo notturna, illuminata dalle luci al neon e dai bolidi pronti a sfrecciare per le sue tangenziali.
Il videogioco Bethesda del 2006 mi fece innamorare del GDR, senza se e senza ma. Vent'anni fa il mio primo contatto con il genere avvenne con un titolo destinato a riscrivere la storia dei videogiochi. Insieme all'esperienza di gioco, appagante ed illuminante, ciò che contraddistinse la produzione dell'epoca fu il suo corredo di manualistica disponibile insieme al disco. Ovviamente c'era la mappa di Tameriel, che custodisco ancora gelosamente riposta e ripiegata nella custodia. Insieme ad essa, un manuale a colori, ricco di dettagli e informazioni sul gameplay, ma anche qualche sprazzo di lore, ti gettava anima e corpo nella direzione di quel mondo fantasy immortale.
Fra i videogiochi più importanti mai realizzati nell'epoca PlayStation 2, ICO è ricordato dal sottoscritto per vantare, fra le altre cose, un manuale di istruzioni spettacolare. Fumido Ueda aveva fatto le cose per bene, e lo si evince anche dalla cura maniacale con la quale è stato confezionato il suo primo videogioco. Niente schermate di gameplay, niente tabelle con i comandi di gioco, ma illustrazioni pittoresche, silenziose, in pieno stile ICO. Poche parole, ma ben bilanciate, a segnare uno stile destinato a rimanere impresso nella memoria di noi millenials e non solo.
E chissà se Rockstar Games con GTA 6 tornerà ad abbracciare la filosofia dei manuali di istruzione. Nel mentre, i preordini sono aperti da GameLife!
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