// PUNTO INFORMATICO — HARDWARE & GADGET
AliExpress può riconoscere i dispositivi con un suono impercettibile
Lo scorso luglio, uno sviluppatore ha notato che le sue cuffie Bluetooth si rifiutavano di passare da un dispositivo all’altro mentre una scheda di AliExpress restava aperta. Esaminando meglio il codice della pagina, ha scoperto due script, collina.js e fireyejs.js. Questi sfruttano l’API WebAudio del browser per generare un segnale sonoro a volume zero.
Il browser elabora questo segnale anche quando la scheda è silenziata, il canale audio resta quindi attivo in background. L’hardware audio e il processore di ciascun dispositivo restituiscono questo segnale in modo leggermente diverso. Questa variazione crea un identificativo stabile, senza che alcun dato venga memorizzato sul dispositivo. Il browser Brave ha appena confermato questa stranezza, e blocca questo tipo di firma audio da oltre sei anni.
Alibaba's AliExpress was caught using users' audio systems to track them.
AliExpress wasn't recording users but instead playing a silent sound and measuring how users' specific devices processed it in order to fingerprint them.
Lo sviluppatore che ha fatto la scoperta, ha ispezionato il codice della pagina dopo l’episodio. I due script raccolgono molto di più della sola impronta audio, tra cui dati di rendering grafico tramite Canvas e WebGL, la configurazione hardware del dispositivo, informazioni WebRTC, nonché i movimenti del mouse e delle dita sullo schermo.
Gli script consultano inoltre la memoria hardware disponibile, le dimensioni dello schermo e informazioni di rete, per affinare questo identificativo univoco. Entrambi gli script sono volutamente offuscati. Un utente non specialista non può quindi leggerli direttamente. Anche Firefox blocca questo tipo di fingerprinting, grazie alla propria tecnologia anti-tracciamento. Non serve alcun microfono, dato che il segnale sonoro proviene dal browser stesso.
L’anno scorso, diversi utenti di Reddit sospettavano che AliExpress “ascoltasse” le loro conversazioni, senza riuscire a dimostrarlo. Nessuna dichiarazione da parte di AliExpress né della casa madre Alibaba su questi script è stata rilasciata a questo punto delle indagini.
Google vietava questa pratica sulle proprie piattaforme pubblicitarie, ritenendo che fosse contraria alla libertà di scelta degli utenti. A febbraio 2025 però, ha cambiato rotta, autorizzando gli inserzionisti a ricorrere al fingerprinting per il targeting pubblicitario.
Per Big G, questa inversione a 180 gradi aiuterà le aziende a cogliere le opportunità del panorama digitale, in particolare su piattaforme emergenti come le smart TV. Secondo l’Information Commissioner’s Office, l’autorità britannica per la protezione dei dati personali, questa pratica finisce invece per limitare la possibilità di scelta e il controllo degli utenti sulle proprie informazioni, anche di quelli più attenti alla privacy.