// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Nessuno vuole Artificial, il film di Guadagnino su Altman e OpenAI
La vicenda che vede protagonista il film Artificial è paradossale. Lo scorso anno, Amazon MGM Studios ha annunciato di aver scelto Luca Guadagnino per dirigerlo. Racconta il momento più difficile vissuto da OpenAI, i giorni del licenziamento del numero uno Sam Altman. Terminate le riprese, e nonostante la fase di post-produzione già quasi ultimata, la società ha deciso di non volerlo più distribuire. Ora la pellicola rischia di sparire, ma per quale motivo?
Il cast è di rilievo (Jason Schwartzman, Will Angus, Andrew Garfield, Monica Barbaro) e il regista tra i più autorevoli e rispettati, le sue produzioni lasciano il segno (ha girato Chiamami col tuo nome nella mia città e ancora oggi, dopo quasi dieci anni, arrivano in pellegrinaggio turisti da tutto il mondo). Inoltre, nessun tema è più al centro dell’attenzione rispetto all’intelligenza artificiale.
Non è difficile ipotizzare che l’uscita di scena decisa da MGM Studios abbia in qualche modo a che fare con l’accordo siglato di recente dalla proprietà Amazon con OpenAI, una stretta di mano multimiliardaria riguardante l’addestramento dei modelli e la fornitura di servizi cloud. Forse è stato meglio non pestare i piedi a nessuno? Non mettere la firma su un film che potrebbe gettare un’ombra sulle dinamiche interne della società che ha creato ChatGPT?
Secondo quanto trapelato, il ritratto di Sam Altman che ne esce è quello di un bugiardo patologico, mentre Elon Musk è rappresentato come profondamente sgradevole. Se così fosse, non è difficile capire il perché del dietrofront, nonostante i costi di produzione già sostenuti (stimati in 40 milioni di dollari).
La notizia di oggi arriva da Variety e fa sapere che nemmeno gli altri big del settore vogliono Artificial. Stando a quanto rivelato, la società CAA Media Finance che rappresenta gli interessi di Guadagnino avrebbe mostrato la pellicola a Focus Features, Warner Bros. Clockwork, A24 e Netflix, ma nessuna di queste realtà si è detta intenzionata ad acquisirne i diritti. Le uniche due potenzialmente interessate sono Mubi e Neon.
Nel caso in cui le indiscrezioni dovessero trovare conferma, sarebbe quantomeno preoccupante. Se davvero un film non esattamente celebrativo nel rappresentare un’azienda del settore AI e i suoi leader incontra difficoltà simili, c’è da chiedersi se vi sia un’influenza sul mondo della cultura, esercitata da parte di chi oggi controlla chatbot e sistemi di intelligenza artificiale. Oppure, da parte dei capitali mossi.