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Un server Xeon entra in una scheda PCIe e ricarica anche lo smartphone
Senao ha presentato Senao SX906, una scheda PCIe dual-slot che concentra in un singolo add-in card un vero nodo server basato su Intel Xeon 6. La particolarità non è solo il formato: dentro ci sono CPU fino a 38 core, rete fino a 200Gbps, memoria ECC, storage locale e funzioni di gestione tipiche di un sistema da rack. Conta perché sposta una parte dell'infrastruttura server in uno spazio normalmente occupato da una GPU o da un acceleratore.
La scheda usa processori Xeon 6 SoC su architettura Granite Rapids-D ed è proposta in tre configurazioni: Xeon 6523P-B, 6553P-B e 6563P-B. Il modello di ingresso offre 24 core a 2,5GHz con envelope da 295W, mentre le versioni superiori arrivano rispettivamente a 36 core a 2,6GHz e 38 core a 2,4GHz, entrambe con un limite di 355W. Il tutto misura 266 x 98,4 x 40,6 mm, pesa circa 1 kg e riceve alimentazione sia dal connettore PCIe sia da un 16-pin 12VHPWR.
La dotazione è più vicina a quella di un server compatto che a una semplice scheda di espansione. Tutte le varianti supportano fino a 64GB di DDR5-4600 ECC a quattro canali, due slot M.2 2280 NVMe e fino a 128GB di eMMC. Le versioni da 36 e 38 core aggiungono anche un acceleratore per la transcodifica media, dettaglio che amplia il possibile impiego in edge computing, streaming, sicurezza di rete e appliance specializzate.
La connettività è uno degli aspetti più aggressivi del progetto: due porte QSFP28 da 100G permettono di raggiungere 200Gbps sulle configurazioni più alte, mentre la variante a 24 core si ferma a 100GbE complessivi. In un mercato in cui memoria e storage restano centrali per l'AI e l'infrastruttura, la stessa pressione già vista nelle strategie su DRAM e SSD legate all'AI torna anche qui: ridurre latenza, spazio occupato e complessità può valere quanto aumentare la potenza grezza.
Il lato gestione conferma l'impostazione da data center. Un BMC ASPEED AST2600 gestisce l'accesso out-of-band tramite OpenBMC, mentre un controller AST1060 si occupa delle funzioni legate a Intel Platform Firmware Resilience. Sono elementi insoliti per una scheda PCIe tradizionale, ma coerenti con un dispositivo pensato per essere amministrato, aggiornato e monitorato come un server vero e proprio.
La parte I/O è quella che rende il prodotto più curioso anche fuori dal contesto professionale. Oltre a MiniDP, porta RJ45 1GbE di gestione e seconda Type-C per console, la SX906 integra una porta USB-C 3.0 utilizzabile anche per ricaricare uno smartphone mentre la scheda elabora carichi di sicurezza di rete. Non è la funzione principale, ma rende bene l'idea di quanto il formato sia stato spinto oltre l'uso convenzionale.
Per l'espansione ci sono due connettori MCIO PCIe 5.0 x8, con 24 linee disponibili per collegare ulteriori dispositivi. Il sistema esegue nativamente Ubuntu 22.04 o 24.04 e supporta TPM 2.0 Secure Boot, completando un profilo che punta a deployment controllati più che a scenari consumer. Resta da capire quanto sarà ampio il mercato: edge AI, sicurezza ad alte prestazioni e appliance compatte sono candidati naturali, ma il prezzo e l'integrazione determineranno se resterà una soluzione di nicchia.