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3 giochi che mi vergogno di non aver mai finito: che peccato!
Una lista dolorosa, che ogni gamer si porta appresso e della quale si vergogna. Chiunque, almeno una volta nella vita, ha sperimentato la sensazione di non aver concluso un gioco, nonostante quel titolo gli piacesse moltissimo.
I motivi possono essere molteplici. Dalle "barriere" strutturali del gioco (non mi piace il suo gameplay, ma amo il resto), al periodo "sbagliato" della vita in cui si tenta di giocare ad un determinato titolo. Insomma, per un motivo o per un altro, tutti noi siamo pieni zeppi di esperienze lasciate a metà. Nella mia personale carriera da consumatore, ci sono alcune perle che non ho mai finito, nonostante abbia più volte tentato - invano - di giocarle.
Fra queste, la prima, è quel capolavoro di GTA Vice City. Nonostante lo ritenga al 100% il mio GTA preferito di tutta la saga, non ho mai avuto modo di vedere i titoli di coda di quest'opera leggendaria. L'ascesa al potere di Tommy Vercetti mi conquistò all'epoca, ma mi scontrai con alcune missioni troppo ostiche, che mi fecero desistere dal portarlo a compimento. Per arrivare ai titoli di coda di Vice City sono necessarie circa 20 ore, non un'eternità. E proprio in virtù di questo mio dispiacere, non vedo l'ora di tornare nella città del peccato con GTA 6, in uscita a fine anno, per, in qualche modo, discolparmi di questa mia enorme lacuna.
The Witcher 3 è uscito in un momento particolare della mia vita. Non avevo purtroppo il tempo materiale per stare dietro alla storia dello strigo, e così finii per mettere da parte l'opera di CD Projekt RED dopo alcune decine di ore di gioco. Perso nelle side-quest - tra le migliori in assoluto nella storia del gaming - non arrivai mai ai titoli di coda. Per portare a compimento la storia di The Witcher 3 sono necessarie circa 50 ore, non una passeggiata, per intenderci. Un gioco talmente ricco che rischia di farti perdere la bussola, e così è stato. Eppure la ritengo una delle mie migliori esperienze videoludiche di sempre.
Sono sicuro che in questo caso molti avranno vissuto la mia stessa esperienza. Dark Souls non è un mai stato un gioco per tutti, sopratutto per chi, come il sottoscritto, ha davvero poca pazienza. Non si è trattato di distrazione, tantomeno di fattori esterni che hanno influenzato il gioco, quanto più di una sana, pura e semplice resa. FromSoftware ha costruito l'esperienza di Dark Souls intorno alla difficoltà, che negli anni ha aiutato a definire un brand divenuto e capace di conquistare milioni e milioni di giocatori. Una curva di apprendimento brutale che, mi spiace dirlo, non ha mai fatto per me.
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