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Contrabbando di chip NVIDIA in Cina: nove incriminati
Settantquattro server AI Supermicro con GPU NVIDIA B300 sarebbero stati trasferiti a clienti cinesi dopo essere stati acquistati per un data center di Taiwan. La Procura distrettuale di Keelung ha concluso l’indagine il 24 agosto 2026 e incriminato nove persone, comprese figure impiegate nelle divisioni taiwanesi delle due aziende. Le accuse dovranno ancora essere valutate dal tribunale.
Il sistema ricostruito dagli inquirenti ruotava attorno a una società locale autorizzata ad acquistare 130 server, dichiarando che sarebbero stati installati e utilizzati a Taiwan. L’ordine era stato suddiviso in tre consegne: una prima fornitura da due unità e altre due da 64 server ciascuna. La procura sostiene che le dichiarazioni sull’utente finale e i documenti presentati per ottenere l’approvazione contenessero informazioni false.
Le verifiche richieste da NVIDIA e Supermicro comprendevano l’identificazione del compratore, la dichiarazione dell’utilizzatore e dell’impiego finali e il divieto di rivendita. Gli ordini di almeno otto server prevedevano inoltre un’ispezione fisica del luogo scelto per l’installazione. Nel caso contestato, il data center indicato nella documentazione non avrebbe avuto spazio, alimentazione elettrica e connettività sufficienti per sostenere 130 sistemi AI.
Dei 74 server usciti da Taiwan, 16 sarebbero arrivati direttamente in Cina, 50 sarebbero transitati dall’Indonesia e altri otto avrebbero seguito una rotta attraverso Giappone e Hong Kong. Le restanti 56 unità sono state bloccate prima dell’esportazione, dopo che la dogana ha richiesto una licenza prevista per i beni strategici ad alta tecnologia.
Le GPU B300 appartengono alla generazione Blackwell Ultra e sono destinate a carichi di intelligenza artificiale e calcolo ad alte prestazioni. Il procedimento si inserisce nel quadro dei controlli statunitensi sui semiconduttori avanzati e sui sistemi che li incorporano, introdotti nel 2022 e successivamente rafforzati per limitare esportazioni e riesportazioni verso Cina, Hong Kong e Macao.
Secondo l’atto della procura, due imputati avrebbero ricavato circa 21,2 milioni di dollari al netto dei costi di acquisto, mentre altri dipendenti avrebbero ricevuto o atteso bonus commerciali legati alle operazioni. Le contestazioni comprendono falsificazione di documenti e abuso di fiducia; una parte del procedimento riguarda anche un presunto depauperamento societario. NVIDIA e Supermicro non avevano risposto alle richieste di commento di Reuters al momento della pubblicazione del lancio.
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