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The Witcher 3: Songs of the Past promette meraviglie tra sogni oscuri e nuovi mostri
La demo di Songs of the Past, nuova espansione di The Witcher 3, mostra una regione inedita, missioni oscure e combattimenti rinnovati.
Geralt si risveglia dopo una di quelle bevute che fanno perdere i sensi persino a uno Strigo. Nella ridente regione di Letten si è appena conclusa una festa popolare che, per colori e abiti folkloristici, pare ricordare le celebrazioni del Midsommar. In virtù delle sue mutazioni, basta poco al Witcher per rimettersi in forze e tornare sui suoi passi, e col pieno possesso delle sue facoltà mentali recupera da un balordo (a suon di cazzottoni) il liuto del suo inseparabile Dandelion (Ranuncolo, per gli amici). Come mai il menestrello non ha con sé il suo strumento prediletto? E soprattutto: dove diavolo si è cacciato? Per capire che fine ha fatto il bardo, Geralt si reca nella sua magione che si erge su una collina a dominare il villaggio. Per chi non lo sapesse, d'altronde, Julian Alfred Pankratz, in arte Dendelion, è nientemeno che il visconte di Lettenhove e i danari non gli mancano di certo.È iniziata così la demo di Songs of the Past a cui abbiamo assistito alla Gamescom 2026, una versione preliminare giocata proprio dinanzi ai nostri occhi che ha messo in chiaro due dei punti chiave di questa nuova espansione di The Witcher 3: anzitutto, la nuova ambientazione, una regione vastissima e apparentemente idilliaca che potrà essere esplorata sia a piedi, sia a cavallo, sia ancora tramite piccole imbarcazioni; e in secundis il fatto che la narrazione andrà a espandere in maniera significativa proprio il legame tra Geralt e Dandelion.
Bastano pochi scorci per rendersi conto di quanto abbacinante appaia l'orizzonte di Letten. L'art design di Fool's Theory e CD Projekt manifesta, già in questa demo, parte della sua bellezza: la nuova regione nasce infatti dal connubio artistico della campagna inglese e polacca, e il colpo d'occhio ne trae gran beneficio. Se è vero che i modelli poligonali dei personaggi risentono del peso degli anni, nonostante le pur presenti migliorie grafiche (provenienti direttamente dalla Remastered di The Witcher 3), è altrettanto indiscutibile che le scelte estetiche adottate per Songs of the Past appaiano degne dell'opera di partenza.
Letten ha difatti la sua storia, la sua cultura e i suoi abitanti, le cui routine sono più evolute rispetto a quelle del gioco base. Tra nuove missioni secondarie e minacce inedite, Geralt dovrà scoprire quale sorte è toccata a Dandelion, scomparso nel nulla. La cugina Lilla, preoccupata per le sorti del parente, è certa che i recenti sogni tormentati di Geralt siano in realtà dei presagi oscuri, e decide pertanto di partire con lo Strigo alla ricerca del bardo. Sul loro cammino s'imbattono in un altro lato di Letten, quello più oscuro delle favole nere, fatto di radici che si nutrono di sangue, bulbi, carni in putrefazione, mostri e immancabili maledizioni.
La demo era divisa in tre momenti ben differenti. Il primo ha offerto una panoramica dei campi soleggiati dell'ampia mappa, mentre il secondo un accenno della sempre affilata scrittura, durante un pasto poco conviviale tra la nonna di Julian Alfred Pankratz e la cugina Lilla, tra cui non sembra proprio correre buon sangue. A seguito della ruvida conversazione con la severa matriarca, la ragazza (potenziale interesse amoroso di Geralt) chiede (anzi, sembra quasi imporre...) allo Strigo di accompagnarla in missione per ritrovare Dandelion.
E così parte il terzo atto della demo: la missione vera e propria, nella quale i due si addentrano nella già citata parte oscura di Letten, seguendo le intuizioni di Lilla e i presagi di Geralt. Qui, di notte, al chiarore lunare, in una fitta boscaglia dove di rigoglioso c'è solo la morte, il nostro eroe battaglia contro nuovi nemici decisamente mostruosi, tra centopiedi giganteschi e orride creature umanoidi, gli Swarmion, avvolte da una barriera di calabroni. Gli autori di CD Projekt e Fool's Theory garantiscono che tutte le migliorie dell'edizione