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Call of Duty: Modern Warfare 4 Beta - Provato
Alla vigilia della prova aperta a tutto il pubblico, fissata nel periodo compreso tra il 28 agosto e il 1° settembre in vista del lancio ufficiale su tutti i mercati previsto per il prossimo 23 ottobre, abbiamo avuto la possibilità di analizzare a fondo la versione Beta del nuovo, attesissimo capitolo della saga di Call of Duty. Si tratta di un appuntamento di fondamentale importanza, non soltanto per la sterminata community di appassionati che popola quotidianamente i server della serie, ma per l'intera industria degli sparatutto in prima persona.
Quest'anno la sensazione di trovarsi di fronte a un passaggio chiave è particolarmente evidente, amplificata prima di ogni altra cosa dall'abbandono definitivo delle console di precedente generazione: per la prima volta da oltre un decennio a questa parte, il franchise lascia alle spalle PlayStation 4 e Xbox One per focalizzare tutte le proprie risorse produttive ed elasticità di calcolo esclusivamente su PC e sull'hardware di current-gen formato da PlayStation 5 e Xbox Series X e Series S.
Ma al di là delle premesse tecnologiche e strategiche, ciò che conta in un titolo del genere è l'efficacia dell'esperienza gamepad alla mano. E questa sessione di prova ha messo sul piatto una mole di contenuti insolitamente ricca e variegata, spaziando da uno storico assaggio del comparto single-player fino all'evoluzione dei sistemi di mobilità, senza tralasciare i consueti punti d'ombra relativi al bilanciamento dell'azione online e alla stabilità del codice.
La prima vera grande sorpresa di questa Beta risiede senz'altro nell'inclusione di una missione completa estratta direttamente dalla campagna principale per singolo giocatore, intitolata "Trincerati". Si tratta di un evento senza precedenti per il franchise di Activision: mai prima d'ora, all'interno di una Beta pubblica da sempre focalizzata sul versante competitivo, era stato concesso uno spazio di questo tipo alla componente narrativa.
La missione "Trincerati" scaraventa immediatamente il giocatore all'interno di un teatro bellico cupo, fangoso e viscerale. Dal punto di vista strettamente strutturale e concettuale, l'esperienza non intende rivoluzionare la formula classica della serie. Ci si trova di fronte alla consueta e collaudata ricetta cinematografica che ha decretato il successo del marchio fin dagli albori: uno sparatutto su binari guidato da una regia spettacolare, dove sequenze d'azione a rotta di collo si alternano a momenti di tensione drammatica all'interno di ambientazioni altamente dettagliate.
La progressione si muove lungo corridoi serrati che si aprono su scenari di guerra battuti dal fuoco d'artiglieria, dove la messa in scena fa da padrona assoluta. Pur senza introdurre stravolgimenti alle fondamenta del game design, "Trincerati" dimostra come la campagna sappia ancora regalare un impatto visivo e atmosferico notevole, rassicurando chi da Call of Duty cerca ancora una storia solida e d'impatto.
Spostando l'attenzione sul comparto multigiocatore, il cuore pulsante dell'offerta, la prima sensazione netta è quella di un titolo fortemente ancorato alla tradizione del franchise, privo di velleità di stravolgimento sistemico ma determinato a rifinire le proprie meccaniche cardine. La novità di maggior rilievo è rappresentata dal sistema Omnimovement, che torna in questa Beta in una versione aggiornata e sensibilmente migliorata dal punto di vista delle animazioni e della fluidità complessiva. La possibilità di scattare, scivolare e tuffarsi in qualsiasi direzione a trecentosessanta gradi garantisce una libertà di manovra impressionante.
Per permettere a tutti gli utenti di assimilare queste dinamiche senza finire sopraffatti nelle partite online, gli sviluppatori hanno opportunamente introdotto il Mobility Course, un vero e proprio tutorial interattivo pensato per allenare la memoria muscolare alle concatenazioni di movimento più avanzate.
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