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Le cuffie leggerissime che cambiano il suono senz'app: la recensione delle Zaylli LYRÖ
Le Zaylli LYRÖ sono cuffie davvero particolari, pensate per un pubblico molto ristretto. Hanno padiglioni on-ear, sono realizzate da una piccola startup di Hong Kong e costano parecchio. Non è un caso che il prodotto sia nato da una campagna Kickstarter di successo, capace di raccogliere quasi 150.000 euro di fondi. L'entusiasmo dei finanziatori si deve soprattutto al vero elemento che le rende uniche, cioè la ghiera meccanica integrata in ogni padiglione, che permette di regolare fisicamente la curva sonora senza passare da app, software o equalizzatori digitali. Un approccio quasi controcorrente, in un mercato dominato da cuffie wireless e controlli via smartphone. Vediamo insieme se questo sistema analogico riesce davvero a fare la differenza nella nostra recensione completa.
La confezione delle Zaylli LYRÖ trasmette un feeling premium fin dal primo contatto: il packaging è curatissimo, con una custodia rigida inclusa per il trasporto. All'interno, oltre alle cuffie e al cavo da 3,5mm con microfono integrato, troviamo anche il manuale utente.
La cura nella presentazione e la qualità dei materiali visibili fin dall'apertura della scatola sono certamente un bel biglietto da visita per questo prodotto. Inoltre, nel pacchetto che ho usato per questa recensione mi è stato fornito anche il neckband, l'archetto da collo (che si può acquistare separatamente).
Le Zaylli LYRÖ colpiscono per quanto sono leggere e compatte.
Il design richiama apertamente le cuffie da walkman degli anni '80, con un'estetica piacevole e ricercata che si fa notare. I cuscinetti UltraVent offrono una buona imbottitura, morbida e traspirante.
L'ergonomia risulta ottima per essere delle on-ear, pur restando nei limiti naturali di questo formato rispetto alle over-ear: indossarle per molte ore può causare qualche fastidio, anche se il peso ridotto aiuta parecchio a contenere il problema.
Un chiarimento importante riguarda la struttura dei padiglioni. Zaylli dichiara di aver realizzato un design totalmente open-back. Nella mia prova diretta, però, ho riscontrato che il retro dei padiglioni è completamente chiuso, senza le tipiche griglie o aperture di un design open-back. Per questo, posso dire che sono comunque cuffie chiuse (al limite semi-aperte), e questo si riconosce anche dalla resa sonora, che analizzeremo in dettaglio nella sezione dedicata.
Per quanto riguarda i materiali, abbiamo una scocca in alluminio pressofuso e lavorato CNC, ma la sensazione non è delle migliori, perché è un po' troppo plasticosa.
Il cavo intrecciato si conferma molto resistente e comodo, con microfono e pulsanti fisici ben realizzati.
Sebbene il metallo sia di buona qualità, ho notato comunque una costruzione fragile per entrambi gli archetti, con il rischio concreto di romperli durante l'indossamento se non si presta attenzione.