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La mappa di GTA 6 è gigantesca, il gioco sarà lunghissimo
Ottanta ore di gioco per completare la trama principale e una mappa undici volte più estesa di quella di Los Santos: sono questi i numeri che stanno facendo discutere gli appassionati dopo l'ultima ondata di rivelazioni su GTA 6. Rockstar Games ha scelto di puntare tutto sulle dimensioni, sia in termini di spazio esplorabile che di ore necessarie per portare a termine l'avventura, confermando che il suo prossimo capitolo open world sarà un'esperienza di proporzioni mai viste prima nella saga.
A fornire i dettagli più precisi è stato Rob Nelson, responsabile dello sviluppo in Rockstar, in un'intervista concessa allo youtuber TGG. Il creator ha poi tradotto i dati tecnici in termini più comprensibili per il pubblico: la mappa complessiva di GTA 6 risulta doppia rispetto a quella di GTA 5 e addirittura tripla se paragonata all'ambientazione di Red Dead Redemption 2. Vice City da sola supera di due volte le dimensioni di Los Santos, mentre l'intera area urbana con i sobborghi circostanti arriva a essere undici volte più grande della città che i fan conoscono dal quinto capitolo della serie.
Il nuovo scenario, ribattezzato Leonida in omaggio (neanche troppo velato) alla Florida reale, si compone finora di sei macro-aree svelate ufficialmente attraverso trailer e comunicati. Oltre alla stessa Vice City, i giocatori potranno esplorare Port Gellhorn, un'ex meta turistica ormai decaduta, l'arcipelago assolato delle Leonida Keys, le paludi intricate di Grassrivers, il parco nazionale di Mount Kalaga e la zona di Ambrosia. Considerando quanto Rockstar tenda solitamente a mantenere riserbo su parte dei contenuti fino al lancio, è plausibile che la lista definitiva delle location sia destinata ad ampliarsi ulteriormente.
Non si tratta soltanto di spazio fisico da percorrere: il gioco introduce infatti un sistema di relazioni interpersonali più articolato, una guida e un sistema di furto d'auto pensati per risultare più realistici, oltre a una meccanica di ricercato dalla polizia completamente rivista rispetto ai capitoli precedenti. Tutti elementi che, sommati, spiegano perché completare la storia richieda così tanto tempo.
Proprio riguardo alla durata, è stato ancora Nelson a fornire una stima concreta, questa volta in un'intervista al New York Times: la sua ultima sessione di gioco completa, effettuata nel febbraio scorso, si è protratta per circa 80 ore. Un dato che comprende la linea narrativa principale insieme ad alcuni obiettivi facoltativi capaci comunque di influenzare gli sviluppi della trama. Per chi ama immergersi anche nei contenuti secondari, le ore di gioco potrebbero lievitare considerevolmente, vista l'abbondanza di attività collaterali e diversivi che sembra caratterizzare questo capitolo.
La presentazione trasmessa su Netflix e altre piattaforme, ha rappresentato un momento di grande visibilità per Rockstar, capace di generare un tale interesse da mandare temporaneamente in tilt i server dello stesso servizio streaming. Un risultato che ha permesso all'azienda di riprendere il controllo della narrazione pubblica dopo una settimana segnata da fughe di notizie non autorizzate, mentre restano ancora aperte le polemiche relative alle accuse di ostacolo sindacale mosse contro la compagnia nel Regno Unito.
Non sono mancate le prime reazioni critiche da parte della stampa specializzata. Chris Tapsell, direttore di Eurogamer, ha osservato come la scelta di Rockstar di spingere verso un realismo quasi scomodo rappresenti al tempo stesso un azzardo notevole e, probabilmente, la strada giusta da percorrere. Il collaboratore Christian Donlan ha invece riassunto l'impressione generale in una battuta che coglie bene lo spirito dell'operazione: questo, in sostanza, è ciò che si ottiene investendo un miliardo di dollari nello sviluppo di un videogioco.
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