// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L'AI vuole conquistare il marketing delle PMI, ma il margine è ancora negativo
Runable è una startup di Bengaluru, fondata nel 2025 da Umesh Kumar e Saksham Sarda con appena 15 persone in squadra. La valutazione post-money è salita a 65 milioni di dollari. Il round è stato chiuso come una Serie A da 21 milioni di dollari, guidata da Susquehanna Venture Capital e Nexus Venture Partners, con la partecipazione di Together Fund e Array VC.
Quindici persone per 65 milioni di valutazione è un rapporto capitale-organico insolito, tipico di chi scommette sul calcolo più che sulle assunzioni. Il resto del capitale, come si vedrà, serve a coprire un costo che il prodotto non incassa ancora.
Il prodotto genera siti, app e presentazioni a partire da comandi in linguaggio naturale, e gestisce anche hosting e analytics dell'output finale. Un utente descrive cosa vuole, il sistema produce una versione pubblicabile, la mette online e ne misura il traffico. Sono le stesse funzioni di base offerte da altri AI builder for business, come Replit, Cursor, Manus e Genspark, la categoria di prodotti che ha spostato la generazione di software e contenuti da compito tecnico a comando testuale negli ultimi due anni.
Nessuna di queste funzioni tocca ancora la fase successiva, quella dell'acquisizione clienti. Un sito generato in pochi minuti resta comunque un sito: qualcuno deve ancora portarci del traffico, convertirlo, e trasformarlo in fatturato.
Wix, Squarespace e Shopify hanno già inserito assistenti AI nei propri editor: generare una pagina da un comando testuale non distingue più Runable dal resto del mercato del vibe coding, di cui fa parte anche Lovable. Ciò che Runable rincorre sono le funzioni ancora assenti dal prodotto: campagne pubblicitarie, gestione dei social, un obiettivo di business affidato a un solo comando.
Chi ha già provato uno di questi strumenti sa che generare un sito in due minuti è ormai la soglia minima del settore, non un vantaggio competitivo.
La direzione annunciata da Runable insieme al round è diversa e più ambiziosa: campagne pubblicitarie automatizzate, gestione dei social, ottimizzazione per i motori di ricerca e per i sistemi di risposta basati su AI, indicata con la sigla SEO/AEO, dove la seconda parte riguarda la visibilità nelle risposte generate da chatbot e assistenti. L'orizzonte finale, per come viene descritto, è un obiettivo di business dichiarato in un'unica richiesta testuale, del tipo "procurami N clienti entro questa data".
Nessuna di queste funzioni è oggi disponibile agli utenti registrati. Restano una promessa di roadmap, annunciata insieme al funding e non ancora incorporata nel prodotto che le 1,7 milioni di persone iscritte possono usare davvero. Sul proprio sito, dove Runable si descrive come piattaforma per costruire, gestire e far crescere un'attività, non compare ancora alcuna funzione di advertising o di gestione dei social.
Automatizzare campagne pubblicitarie significa gestire budget reali su piattaforme come Google Ads o Meta, con vincoli di conformità normativa e responsabilità che un generatore di siti non deve affrontare. Delegare a un agente la spesa pubblicitaria di un'azienda comporta un salto ben diverso dal generare una pagina web: un errore lì costa denaro vero, non solo qualche minuto di correzione.
Per un'azienda che deve decidere se affidarsi a uno strumento simile, la domanda pratica riguarda cosa è disponibile oggi, e cosa resta soltanto promesso per domani.