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Confapi, difficoltà in accesso al credito per 2 imprese su 3 nel semestre
Nel primo semestre dell'anno, il
66,5% delle Pmi industriali italiane non ha avanzato domande al
sistema bancario per nuove risorse finanziarie, in crescita del
7,8% rispetto al 2025. Sempre nello stesso periodo, inoltre,
meno della metà delle imprese (il 48,3%) ha effettuato
investimenti. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto
congiunturale di Confapi sullo stato di salute delle Pmi
industriali italiane, basato su un campione di 2.000 imprese.
Per il presidente di Confapi Cristian Camisa "non c'è un fattore
più penalizzante dell'incertezza per le imprese. Quando il
quadro cambia continuamente le aziende tendono inevitabilmente a
rimandare gli investimenti e a rivedere le proprie strategie sui
mercati esteri". Il 56% delle imprese prese in esame
dall'analisi ricorre all'autofinanziamento.
Sempre nel primo semestre del 2026, le imprese italiane hanno
mostrato una resilienza psicologica di fronte ad alcune minacce
globali. Secondo l'indagine di Confapi, la propensione
all'export delle Pmi intervistate è in aumento: dal 55% del 2025
al 58,3%. Allo stesso tempo, le aziende esprimono "forte
allarme" per la stabilità delle catene di fornitura energetica e
logistica. Per il 69,5% delle imprese sono attesi effetti
negativi derivanti dalla situazione in Medio Oriente, con una
conseguente diminuzione delle reddittività. Per il 50% delle Pmi
le ricadute del blocco dello stretto di Hormuz sono già in
corso. Conseguenze che invece risultano più limitate a causa dei
dazi statunitensi. In generale, dall'analisi emerge un mercato
percepito come statico e con aspettative prevalentemente
negative per il secondo semestre dell'anno. Circa il 28% delle
imprese intervistate vede prospettive di crescita, ma
prevalentemente moderata. Sul fronte opposto, il 33,15% prevede
una contrazione del mercato, mentre il 9,12% dichiara di non
saper fare previsioni e rafforza l'idea di un contesto economico
complesso. Le previsioni degli imprenditori su produzione,
fatturato e ordini attesi delineano però un quadro stabile. Nel
secondo semestre del 2026, il 30,9% delle Pmi industriali
prevede di effettuare nuovi investimenti. Tra gli ambiti
principali emerge soprattutto quello dell'acquisto di nuovi
impianti e macchinari, indicata dal 63,6% del campione. Seguono
poi gli investimenti in transizione digitale (22,7%) e il
rafforzamento delle competenze del personale 23,80%.
Confapi, difficoltà in accesso al credito per 2 imprese su 3 nel semestre
ROMA,
28 agosto 2026, 13:20
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