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Nell'Adriatico non c'è più cibo, sempre più delfini a Venezia
(di Riccardo Rimondi)
Un esemplare di delfino morto è
stato trovato nella parte sud della Laguna veneta, al largo di
Pellestrina. Non è il tursiope soprannominato "Mimmo", o "Nane"
dai veneziani, ormai da 15 mesi presenza stabile nel bacino di
San Marco: la morte risalirebbe a 5-6 giorni fa e
successivamente "Mimmo" è stato visto nell'ambito del
monitoraggio periodico.
Si tratta però del secondo esemplare il cui avvistamento è
documentato con certezza in circa un anno. A questi si
aggiungono le numerose segnalazioni, non sempre verificabili, di
tursiopi nella zona, oltre agli avvistamenti nelle bocche di
porto che sono più frequenti.
Se è presto per parlare di un aumento nel passaggio degli
esemplari - avvistamenti ce ne sono sempre stati - di certo le
segnalazioni sono cresciute, sia per la presenza di smartphone e
social sia per l'accresciuta attenzione di chi vive la Laguna da
abitante o turista, anche a causa di "Mimmo".
"Sicuramente i delfini vengono più sottocosta, mentre in mare
aperto seguono i pescherecci: cercano i pesci, soprattutto
cefali, dove ci sono", spiega Giovanni Bearzi, ricercatore di
Dolphin biology and conservation. Non è un segnale di salute, ma
di impoverimento dell'Adriatico: "Le prede naturali dei delfini
sono state sovrapescate - sottolinea -. Il riscaldamento globale
ha dato il colpo di grazia, con le specie tropicali che hanno
sostituito quelle autoctone, ma prima è arrivato l'impoverimento
a causa della pesca distruttiva e intensiva con le reti a
strascico". Così, rispetto a 60 anni fa, è sparito il delfino
comune ed è rimasto solo il tursiope, estremamente adattabile a
qualunque ambiente, quasi l'equivalente in mare di un gabbiano:
"Cercano il cibo nelle reti, mangiano quello che i pescherecci
buttano in mare - spiega -. Oppure vanno dove le persone non
pescano: in laguna, sottocosta, all'imbocco dei porti".
La popolazione di delfini in acque venete intanto si aggira
"sulle 600 unità, non c'è certezza di un aumento. Non sono
numeri alti, su 3mila chilometri quadrati". L'unico abitante di
Venezia a suo modo stanziale accertato resta così Mimmo/Nane.
"Non eravamo più abituati alla presenza fissa di delfini in
Laguna, dopo che sono stati sterminati negli anni '30 e '40 -
racconta Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia naturale
-. Stiamo tentando di capire se il ritorno è legato a un
impoverimento delle prede fuori dalla Laguna". Intanto prosegue
il monitoraggio del tursiope, sempre più star dei social:
"Abbiamo isolato il suo 'fischio-firma', quello che usa per
farsi riconoscere - spiega Sandro Mazzariol, professore
dell'Università di Padova che con il Cert (Cetaceans' stranding
Emergency Response Team) si occupa del recupero dei cetacei
spiaggiati - La nostra speranza è che non diventi socievole".
Nell'Adriatico non c'è più cibo, sempre più delfini a Venezia
VENEZIA,
28 agosto 2026, 17:14
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