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Tom Cruise torna in pista: ufficiale il sequel di "Giorni di tuono"
Tom Cruise torna nei panni di Cole Trickle nel sequel di Giorni di tuono con Anne Hathaway. Uscita fissata al 2028: tutti i dettagli e le novità.
Alla fine Tom Cruise lo ha fatto davvero. È passato dal muretto dei box di Daytona, lo stesso asfalto che nel 1990 fece da sfondo alla leggendaria Daytona 500, per dare la notizia che gli appassionati di corse masticavano da una vita: a 64 anni suonati tornerà a fare Cole Trickle nel seguito di Giorni di tuono.
Al suo fianco, stavolta, ci sarà Anne Hathaway. Paramount ha già segnato in rosso la data sul calendario. Si va al 2 giugno 2028. Dietro la macchina da presa si siederà Jonathan Levine, mentre alle spalle di tutto c’è di nuovo il marchio di fabbrica di Jerry Bruckheimer come produttore.
L’annuncio è arrivato via social con una trovata al millimetro. Cruise cammina nell’area box, si gira verso chi riprende e se ne esce con un laconico “E adesso?”. Subito dopo spunta la Hathaway, che mette subito in chiaro come stanno le cose e fissa la tabella di marcia: “Facciamo questo film adesso, ok? Prima avrò questo bambino, poi faremo questo film”. Morale della favola… motori accesi solo dopo il parto e la maternità dell’attrice.
Dimenticatevi la NASCAR anni ’90 e le vecchie vetture della Winston Cup. Qui si gira con le telecamere IMAX e si parla la lingua di oggi, quella delle auto Next Gen Cup. Ma la vera novità non è solo nell’assetto dei motori o nel formato dell’immagine, sta nel ruolo della Hathaway.
Nel primo film Nicole Kidman faceva la neurochirurga che rimetteva in sesto il pilota dopo gli incidenti, senza avere voce in capitolo sulla macchina. Qui le cose cambiano radicalmente. L’attrice interpreterà la proprietaria e l’ingegnera del team. Una scelta che riflette quello che è successo davvero nelle corse negli ultimi trent’anni, dove nei box c’è molta più varietà e le decisioni non le prende solo chi sta al volante. Oggi le gare si vincono con la telemetria, i dati dell’aerodinamica e le strategie strillate via radio.
L’idea degli sceneggiatori è proprio quella di raccontare questo mondo iper-tecnologico senza far diventare la pellicola un polpettone per soli fissati di ingegneria meccanica. Resta solo da capire quanto il regista deciderà di tenersi fedele ai dati reali delle macchine attuali e quanto invece spingerà sull’acceleratore dell’esagerazione hollywoodiana. Per capirlo toccherà aspettare che la Hathaway finisca la gravidanza e si batta il primo ciak.