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L'80% del team di Star Wars: Zero Company sarebbe stato messo in congedo prima del lancio
Quella che doveva essere una settimana di festa per Bit Reactor si è trasformata in una situazione decisamente più amara. Lo studio del Maryland, fondato nel 2021, ha pubblicato lo scorso 27 agosto Star Wars: Zero Company, ricevendo ottime recensioni e conquistando rapidamente il pubblico. Il gioco strategico è disponibile su PS5, Xbox Series X/S e PC e, al momento della scrittura di questo articolo, sembra registrare buone vendite. Tuttavia, un rappresentante di Bit Reactor ha confermato ai microfoni di Game File che numerosi dipendenti (circa l'80%) sono stati congedati subito prima dell'uscita del gioco, e che al momento c'è solo un piccolo team impegnato sul supporto post-lancio.
La situazione sarebbe legata soprattutto alle difficoltà finanziarie dello studio, che avrebbe esaurito gran parte delle proprie risorse proprio mentre si avvicinava il debutto del suo primo gioco. Zachariah Scott, ex senior technical artist di Bit Reactor, ha accusato pubblicamente lo studio di aver "nascosto il fatto che il team fosse stato messo in congedo settimane fa". Parlando con Game File, Scott ha raccontato di aver contattato quasi una dozzina di ex colleghi nel corso del weekend: "Tutti hanno sostanzialmente raccontato la stessa storia: 'Sì, sono stato messo in congedo tre settimane fa'". Bit Reactor, dal canto suo, sostiene di voler riportare i dipendenti al lavoro con il ripristino degli stipendi, lasciando intendere che un buon risultato commerciale di Star Wars: Zero Company potrebbe avere un impatto concreto sulla situazione. Non tutti, però, sembrano essere altrettanto ottimisti. Secondo Scott, i lavoratori con cui ha parlato temono che, anche in caso di rientro, non tutti possano recuperare il proprio precedente ruolo all'interno dell'azienda.
A rendere ancora più complesso il quadro c'è poi una disputa legale che coinvolge direttamente i fondatori dello studio. Alison Kelly, ex COO e co-fondatrice di Bit Reactor, ha fatto causa a Foertsch nel 2024 sostenendo di essere stata estromessa dalla società e rivendicando di essere una co-proprietaria dello studio. Kelly chiede oltre 20 milioni di dollari di danni, sostenendo che il valore di Bit Reactor fosse superiore ai 40 milioni di dollari. La versione di Foertsch è opposta: secondo la sua parte, Kelly non sarebbe mai stata una co-proprietaria e vengono inoltre contestate le sue accuse relative alla gestione della società, circostanze che Kelly ha negato. Il processo, inizialmente previsto per giugno 2026, è stato rinviato all'inizio del 2027 mentre entrambe le parti continuano a raccogliere testimonianze e presentare nuove istanze.