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Famiglia del bosco, percorso a tappe per il ritorno dei bimbi
Prima il rientro di giorno nella casa di Palmoli, poi i weekend tutti insieme, anche di notte. Ha il sapore di un lento e graduale ritorno alla normalità la decisione del Tribunale dei minorenni dell'Aquila nei confronti dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la cosiddetta 'famiglia del bosco' che, a distanza di quasi dieci mesi, può tornare a sperare. I giudici hanno infatti dato il via libera al ricongiungimento della famiglia, ma seguendo un percorso 'a tappe', durante il quale l'intero nucleo sarà valutato e monitorato dai servizi sociali.
I genitori, cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale lo scorso novembre, dovranno dimostrare nei fatti quello che hanno più volte ribadito negli ultimi mesi, la volontà cioè di seguire i dettami imposti dal tribunale, a partire dalla frequenza scolastica, ormai alle porte, fino alla sistemazione in un casa adatta a dei minori, come quella data in comodato d'uso gratuito dal comune di Palmoli e dove la coppia anglo-australiana sta vivendo attualmente. Una decisione, quella dei giudici, dal sapore amaro per l'avvocato della famiglia, Simone Pillon, che ha annunciato ricorso in corte d'Appello.
"Sarebbe importante che in situazioni di questo tipo - è il commento della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella - ci fosse una verifica da parte terza sugli effetti dei provvedimenti assunti sulla salute dei bambini, esaminando il prima e il dopo e valutando alla luce del loro benessere come si debba andare avanti". Con la loro decisione, dunque, i giudici minorili di fatto riconoscono l'impegno assunto dalla coppia neorurale ma vogliono avere ulteriori garanzie che l'atteggiamento considerato più volte "nocivo", in particolare di mamma Catherine, sia ormai soltanto un vecchio ricordo. Per questo, per la prima volta da quasi un anno, i bambini potranno tornare a casa, almeno di giorno. Incontri protetti fino a ottobre quando, invece, potranno restare da soli a dormire con i genitori.
"È un programma di fatto di rientro però è una sorta di corsa a ostacoli per i bambini", ha commentato Pillon durante la conferenza stampa davanti al Tribunale minorile dell'Aquila. "Si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare", aggiunge il legale annunciando ricorso in merito a "ulteriori aspetti che meritano di essere corretti". Dal ritardo nella decisione dei giudici, all'aver ignorato - secondo la difesa- i pareri di esperti e professionisti sull'opportunità del ricongiungimento. Procedimenti giudiziari a parte, ora bisognerà cominciare a pensare a quel progressivo percorso di rientro a casa. A partire dalla scuola, fino alla residenza dei bimbi che, almeno fino alla fine dei lavori sul nuovo casolare nel bosco, dovrebbe essere proprio la struttura messa a disposizione dal comune abruzzese. I minori hanno comunque superato gli esami per l'ammissione a scuola, ma manca ancora l'iscrizione ufficiale che - ha spiegato Pillon - sarà fatta dallo stessa tutrice dei piccoli su indicazione del tribunale.
La prossima scadenza sarà quella del 30 ottobre, data entro la quale andrà consegnata l'ennesima memoria in attesa di un'ulteriore decisione del tribunale. "I genitori sono stremati e sull'orlo del collasso emotivo", ha commentato lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia. Per la presidente della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza Michela Vittoria Brambilla la decisione "non è la soluzione tanto attesa, la 'scarcerazione'", ma "una serie di limitazioni senza reale fondamento" che giustificano "un ulteriore approfondimento da parte della commissione".