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Star Wars Zero Company doveva essere un gioco su Titanfall
Dietro il successo a sorpresa di Star Wars Zero Company si nasconde una storia produttiva ben diversa da quella che ci si aspetterebbe. Prima di diventare un titolo ambientato nella galassia lontana lontana, il progetto era pensato per svilupparsi in un universo narrativo completamente differente: quello di Titanfall. A rivelarlo sono documenti giudiziari emersi da una causa legale che ha coinvolto i vertici di Bit Reactor, lo studio responsabile del gioco.
L'inchiesta condotta da Stephen Totilo per Game File ha portato alla luce numerosi retroscena sulla genesi di Zero Company, incluso il dettaglio più sorprendente: il progetto non era nato come un capitolo Star Wars. Il regista Greg Foertsch, insieme alla co-fondatrice dello studio Alison Kelly, aveva inizialmente lavorato a diverse proposte per un gioco tattico, arrivando infine a ottenere un incontro con Vince Zampella, co-fondatore di Respawn Entertainment.
Fu proprio l'ormai scomparso dirigente videoludico a chiedere a Foertsch di rielaborare la proposta utilizzando una proprietà intellettuale già di proprietà di Respawn, il che avrebbe significato collegare il gioco all'universo di Titanfall. Secondo quanto ricostruito da Game File, il collegamento più diretto sarebbe stato con Apex Legends, ambientato proprio in quel mondo narrativo, anche se resta poco chiaro se i celebri mech del franchise sarebbero tornati protagonisti oppure se il gioco si sarebbe concentrato sui personaggi eroi di Apex Legends, con un approccio simile a quello annunciato per il prossimo Rainbow Six Tactics.
Zampella, tuttavia, respinse questa prima proposta legata all'universo Titanfall e invitò il team a ripresentarsi con un nuovo progetto, questa volta basato sulla proprietà intellettuale di Star Wars, marchio su cui Respawn ha già lavorato a fondo.
Non sorprende che Respawn, già creatrice della serie Star Wars Jedi e coinvolta in un progetto sparatutto ambientato nello stesso universo poi accantonato, fosse interessata a esplorare altri generi videoludici all'interno del franchise di Guerre Stellari. Il risultato di questa svolta creativa si è rivelato uno dei successi più inattesi del 2026: Star Wars Zero Company ha raccolto recensioni entusiastiche e numeri di giocatori simultanei su Steam decisamente sopra le aspettative, toccando un picco di 77.889 utenti connessi nel fine settimana, sostenuto da un passaparola molto positivo sui social network.
La notizia più delicata emersa dall'inchiesta di Game File, però, riguarda le condizioni dello studio proprio nelle settimane precedenti al lancio: gran parte del personale di Bit Reactor sarebbe stato messo in congedo forzato a causa di problemi di liquidità. Nonostante questo scenario complicato, il successo commerciale e critico del gioco alimenta ora la speranza che quei dipendenti possano essere reintegrati nello studio.
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