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CD Projekt Red non vuole più creare un grande gioco alla volta: lo studio sa di poter fare di più
CD Projekt Red ha deciso di cambiare radicalmente il proprio approccio allo sviluppo. Dopo circa vent'anni trascorsi lavorando principalmente a un grande progetto alla volta, lo studio polacco è ora impegnato contemporaneamente su più produzioni: The Witcher IV, previsto per il 2028, il sequel di Cyberpunk 2077 e Project Hadar, la nuova IP dello studio. Questo senza considerare progetti paralleli come Project Sirius e The Witcher Remake, affidati ad altri team. Una decisione dettata soprattutto dalla volontà di sfruttare meglio il tempo a disposizione e riuscire a raccontare più storie, prima che gli sviluppatori arrivino alla fine della propria carriera.
"Abbiamo pensato: se continuiamo a fare le cose come le facciamo ora e abbiamo così tante idee, prima di andare in pensione riusciremo a realizzare soltanto X, Y e Z", ha spiegato il co-CEO di CD Projekt Red Michał Nowakowski ai microfoni di The Game Business. "Come possiamo fare di più, senza compromettere la qualità? Questo era il nostro pensiero predominante". L'obiettivo, secondo Nowakowski, è quindi quello di poter guardare indietro e dire: "Abbiamo raccontato due o tre storie invece di una sola nello stesso periodo, e tutte erano di altissimo livello".
La crescita del numero di progetti non significa però che CD Projekt Red voglia trasformare lo sviluppo in una corsa al risparmio. "Siamo attenti ai costi. Non è qualcosa di irrilevante, alla fine siamo un'azienda", ha spiegato, chiarendo però che "la prima cosa è capire se la qualità c'è, punto. È questo l'aspetto dominante che valutiamo". Ovviamente, la disponibilità economica è necessaria, ma su questo fronte il dirigente vede ancora un ampio margine di crescita: The Witcher 3 ha superato i 65 milioni di copie vendute, mentre Cyberpunk 2077 ha raggiunto quota 40 milioni, ma "se guardiamo a quanto ha venduto GTA V, sono numeri molto diversi da quelli che abbiamo raggiunto. C'è ancora spazio per crescere". Insomma, il pubblico c'è, ora bisogna solo raggiungerlo. E operazioni come The Witcher 3: Wild Hunt - Remastered esistono anche per questo motivo.
Per riuscire a portare avanti più produzioni contemporaneamente, CD Projekt Red ha inoltre abbandonato il REDengine, motore grafico utilizzato per The Witcher 3 e Cyberpunk 2077, in favore del più duttile e accessibile Unreal Engine 5. Secondo Nowakowski, il precedente motore richiedeva di fatto di ripartire da zero con ogni nuovo progetto, mentre la tecnologia di Epic dovrebbe rendere più semplice spostare strumenti e sviluppatori da un gioco all'altro. La transizione richiederà comunque una revisione di pipeline e strumenti, ma lo studio non teme che l'utilizzo di un motore condiviso renda i suoi giochi troppo simili tra loro: "Non sarà così. Saremo davvero in grado di differenziarci. Le persone percepiranno comunque che si tratta di un gioco CDPR, mentre la tecnologia che c'è sotto sarà irrilevante dal punto di vista del semplice fan".