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Il telescopio Webb ha scoperto cosa accende una cometa lontana
Un gruppo guidato dal planetologo Charles Schambeau dell'University of Central Florida ha usato il James Webb Space Telescope per osservare, da circa 3 miliardi di miglia, l'oggetto 450P/LONEOS e capire che cosa ne stia alimentando l'attività cometaria. Nella sua chioma, Webb ha rilevato anidride carbonica, ma nessun vapore acqueo. Il risultato indica che il CO2, liberato dal riscaldamento solare, trascina polvere dal nucleo. Per chi segue la tecnologia, è una dimostrazione concreta di come un osservatorio infrarosso possa diagnosticare a distanza la chimica di un corpo gelido in evoluzione.
450P appartiene alla popolazione dei centauri, piccoli corpi che orbitano tra Giove e Nettuno e che probabilmente provengono dalla Fascia di Kuiper, oltre Plutone. Le loro traiettorie attraversano le regioni dominate dai pianeti giganti e restano instabili su scale di milioni di anni: un incontro gravitazionale può spingerli verso il Sole oppure espellerli completamente dal Sistema Solare.
Le osservazioni precedenti del telescopio Gemini North, alle Hawaii, avevano mostrato la formazione di una chioma cometaria e il suo progressivo aumento di luminosità tra il 2019 e il 2024. Nell'agosto 2024, 450P ha raggiunto il perielio a 5,4 unità astronomiche dal Sole, circa 813 milioni di chilometri: una distanza ancora enorme, ma sufficiente per ricevere molto più calore rispetto alle fasi precedenti della sua orbita.
La ricostruzione della traiettoria indica che il passaggio decisivo potrebbe essere avvenuto nel 1992, quando 450P transitò a circa 4,6 milioni di chilometri da Saturno. L'interazione gravitazionale con il pianeta avrebbe accorciato sensibilmente l'orbita, portando il nuovo perielio poco oltre quella di Giove. Il conseguente aumento dell'energia solare ha riscaldato la superficie e gli strati immediatamente sottostanti del nucleo.
A quella distanza la temperatura è troppo bassa affinché la normale sublimazione dell'acqua spieghi da sola la chioma. Il CO2, più volatile, può invece trasformarsi in gas e trascinare con sé i granelli di polvere. Webb ha inoltre raccolto indizi della possibile presenza di ghiaccio d'acqua cristallino, che suggerirebbe un precedente riscaldamento o rimaneggiamento fisico. Il gas è stato rilevato, mentre i dettagli del suo rilascio richiedono ancora modelli e osservazioni: una prudenza simile a quella discussa nella nostra analisi su una scoperta di quantum computing poi ridimensionata.
La conseguenza concreta riguarda la ricostruzione del ciclo di vita dei piccoli corpi del Sistema Solare. Combinando spettroscopia infrarossa, variazioni di luminosità e calcoli orbitali, i ricercatori possono verificare quali sostanze riattivino un nucleo e aggiornare i modelli che collegano gli oggetti transnettuniani alle comete della famiglia di Giove. Le stesse informazioni possono orientare la scelta degli strumenti e degli obiettivi per future missioni ravvicinate.
450P, tuttavia, non ha ancora completato la trasformazione. Il suo periodo orbitale è di circa 22 anni, mentre le comete della famiglia di Giove ne impiegano meno di 20; un altro incontro con un pianeta gigante potrebbe modificare ulteriormente la traiettoria, ma non è possibile stabilire quando. Anche il ghiaccio cristallino resta un'indicazione da confermare. Webb ha quindi osservato l'inizio plausibile di una transizione, non la nascita completa e definitiva di una cometa.
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