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A IFA arrivano i robot cinesi che lavorano come noi
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Robot che servono, puliscono, trasportano merci e ora imparano anche a muoversi e interagire in modo sempre più simile a noi. È questo quello che si vede a IFA 2026 allo stand di PUDU, che porta in Europa il semi-umanoide D7 e mostra quanto rapidamente sta cambiando la robotica di servizio.
Per anni il settore è cresciuto soprattutto grazie a robot specializzati: macchine per consegnare piatti nei ristoranti, pulire grandi superfici o trasportare merci nei magazzini. A Berlino PUDU Robotics mostra invece il passaggio verso una nuova fase, quella della cosiddetta Embodied AI, l’intelligenza artificiale “incarnata” in sistemi capaci non soltanto di muoversi, ma anche di percepire l’ambiente, manipolare oggetti e adattarsi a situazioni differenti.
Il simbolo di questa evoluzione è PUDU D7, il semi-umanoide che debutta in Europa proprio a IFA 2026, in programma dal 4 all’8 settembre a Berlino. Il robot nasce per compiti logistici e industriali, come assemblaggio, prelievo di oggetti dagli scaffali e movimentazione dei materiali, ma nelle dimostrazioni organizzate in fiera mette in mostra capacità pensate per rendere più immediata l’interazione con le persone.
D7 può eseguire gesti, creare un cuore con le mani, scattare selfie dalla propria prospettiva e raccogliere oggetti indicati dai visitatori. Dietro le dimostrazioni più spettacolari c’è però soprattutto la volontà di mostrare una piattaforma capace di combinare mobilità, percezione e manipolazione.
Il robot utilizza due bracci dotati di controllo della forza e sensori tattili ad alta precisione, mentre lo chassis omnidirezionale permette movimenti a 360 gradi. LiDAR anteriori e posteriori, insieme agli altri sensori, servono a costruire una rappresentazione dell’ambiente circostante e consentire al robot di operare in spazi non progettati esclusivamente per le macchine.
È questo il punto di rottura rispetto alla prima generazione della robotica di servizio. Un robot per la pulizia o per la consegna svolge normalmente una missione ben definita, seguendo percorsi e procedure relativamente prevedibili. L’Embodied AI punta invece a creare sistemi capaci di comprendere ciò che accade attorno a loro e di modificare il proprio comportamento in funzione del contesto.
PUDU definisce questa strategia “One Brain, Multiple Embodiments”: un’unica architettura di intelligenza declinata attraverso differenti forme robotiche, dai sistemi specializzati ai quadrupedi fino ai semi-umanoidi e agli umanoidi.
Accanto al D7, a Berlino trova spazio anche la serie PUDU D5, composta da robot quadrupedi progettati per pattugliamento, logistica e gestione delle emergenze. Il modello D5-W esposto a IFA utilizza ruote per muoversi più rapidamente sulle superfici regolari, mantenendo però la capacità di affrontare terreni