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Un vecchio server HP torna in vita con un modulo Raspberry Pi
Il maker EastMakes ha realizzato una scheda madre su misura per rimettere in servizio un HP ProLiant MicroServer, sostituendo la piattaforma originale con un Raspberry Pi CM5 e affiancandogli un SSD NVMe. Il progetto recupera il telaio e l'alimentatore del piccolo server domestico: a cambiare è l'elettronica centrale, con una soluzione progettata per adattarsi agli spazi e ai collegamenti della macchina.
La configurazione di partenza utilizzava una scheda madre N40L con processore AMD e memoria DDR3. Per il proprietario, questa piattaforma era diventata un limite nell'esecuzione delle applicazioni del server domestico. La scelta è stata quindi sostituirla, mantenendo le parti ancora utilizzabili. Il risultato è una trasformazione dell'architettura del sistema, che va ben oltre l'aggiunta di memoria o il semplice cambio del disco.
Al centro della modifica c'è una scheda madre personalizzata che ospita il Compute Module 5. Il modulo Raspberry Pi concentra in dimensioni ridotte gli elementi fondamentali del computer, tra cui processore e RAM, mentre la scheda realizzata da EastMakes fornisce i collegamenti necessari per integrarlo nel MicroServer. La distinzione è sostanziale: non si tratta di inserire una normale scheda Raspberry Pi nel case, ma di costruire attorno al modulo una base adatta a quel telaio.
Per l'archiviazione, il progetto impiega un SSD M.2 NVMe. Anche questa scelta contribuisce a rinnovare la configurazione, ma il materiale disponibile non include benchmark, velocità di trasferimento misurate o confronti sui consumi. Non è quindi possibile quantificare l'incremento prestazionale dell'intero server. Restano inoltre da chiarire la configurazione completa dello storage e l'eventuale gestione dei dischi ospitati nei vani originali del MicroServer.
L'integrazione meccanica ed elettrica è uno degli aspetti più concreti del lavoro. Un connettore a 24 pin, visibile nell'angolo inferiore destro della scheda, permette il collegamento all'alimentatore originale. Le porte Ethernet e USB sono invece disposte in corrispondenza delle aperture del telaio. Sono dettagli che consentono di recuperare l'involucro esistente e spiegano perché il progetto abbia richiesto una scheda dedicata.
La possibilità di aggiornare una macchina dipende anche dalla piattaforma su cui è costruita, un tema che ritorna nella possibilità che le motherboard Intel supportino tre generazioni di CPU. Nel MicroServer di EastMakes, il prolungamento della vita utile passa attraverso la sostituzione completa della scheda. Sul bordo anteriore compaiono anche due pulsanti chiamati Boop e Re-Boop: il primo sembra destinato all'accensione, mentre il secondo serve al reset.
Il progetto mostra una strada concreta per il riuso dell'hardware: conservare telaio e alimentazione, sostituendo la piattaforma di calcolo ormai insufficiente per le esigenze del proprietario. La documentazione disponibile descrive una realizzazione individuale e non indica disponibilità commerciale o prezzo della scheda. Il risultato verificabile resta l'integrazione del modulo Raspberry Pi e dello storage NVMe nella struttura del vecchio server HP.
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