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La più antica concessionaria BMW dichiara insolvenza dopo oltre 100 anni
Il Gruppo Wahl ha avviato in Germania una procedura di insolvenza in autoamministrazione. Le concessionarie restano aperte mentre parte il piano di ristrutturazione
In Germania questo tonfo ha fatto un frastuono epocale. Uno dei nomi più longevi della distribuzione automobilistica tedesca finisce sotto la protezione della legge fallimentare. Il Gruppo Wahl, realtà che può vantare un sodalizio con BMW lungo oltre un secolo, ha presentato il 3 settembre 2026 istanza di insolvenza in regime di autoamministrazione presso il Tribunale distrettuale di Siegen.
La notizia riguarda diverse società del gruppo, tra cui Horst Wahl GmbH & Co. KG, Alfred Wahl GmbH & Co. KG e K & W mobilità GmbH. Nonostante l’avvio della procedura, l’azienda assicura che le attività proseguiranno regolarmente: concessionarie, officine e servizi post-vendita resteranno operativi, mentre salari e stipendi dei dipendenti risultano coperti almeno fino alla fine di novembre grazie agli strumenti previsti dalla normativa tedesca sull’insolvenza.
Alla base della crisi ci sarebbe una combinazione di fattori che da tempo sta mettendo sotto pressione il settore automotive di tutto il Vecchio Continente. Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Thomas Wahl, l’aumento dei costi e la crescente prudenza di famiglie e imprese negli acquisti hanno progressivamente ridotto il volume d’affari.
Molti clienti, schiacciati dall’aumento generale delle spese, stanno rinviando interventi, manutenzioni e sostituzioni dei veicoli. Una situazione che avrebbe progressivamente eroso i margini dell’azienda, fino a rendere necessaria la richiesta di insolvenza. Le difficoltà, secondo il management, non sarebbero nate negli ultimi mesi ma rappresenterebbero il risultato di una pressione economica che si trascina ormai da diversi anni.
Il paradosso di questa situazione è che la richiesta di insolvenza arriva dopo una fase di forte espansione commerciale. Negli ultimi due anni il Gruppo Wahl aveva infatti ampliato in maniera significativa il proprio portafoglio, aggiungendo ben undici nuovi marchi.
Tra questi figurano diversi costruttori del gruppo Stellantis, ma anche brand emergenti come: Leapmotor, MG, Maxus e Xpeng. Nel marzo 2026 era stata inoltre inaugurata una nuova concessionaria Mazda a Coblenza.
Oggi il gruppo commercializza complessivamente sedici marchi, tra cui BMW, Mini, Ford, Kia, Mazda, Opel, Peugeot, Citroën, Jeep, Alfa Romeo e diversi costruttori cinesi. Non è stato però chiarito se questa rapida crescita abbia contribuito ad aggravare la situazione finanziaria.
Per il momento i clienti non dovrebbero subire conseguenze immediate. Il gruppo ha confermato che gli appuntamenti già fissati in officina verranno rispettati e che gli ordini di veicoli in corso continueranno a essere gestiti normalmente.
Anche le garanzie ufficiali dei costruttori restano valide. Più complessa potrebbe invece essere la situazione relativa ad acconti, voucher o servizi promozionali legati esclusivamente alle società coinvolte nella procedura, il cui destino dipenderà dagli sviluppi della ristrutturazione.