// IGN ITALIA — GAMING
Gundam Rogue Orbit, provata in anteprima la deriva più cupa dello storico franchise di Sunrise
Ammirare un Mobile Suit di svariate tonnellate che squarcia il cielo a suon di propulsori, abbattendosi contro le linee nemiche con la potenza di una divinità d'acciaio, non è certo un'emozione da poco; tuttavia, prima di addentrarci nei meandri di questa anteprima, devo fare una doverosa confessione. Fino a qualche anno fa, pur essendo perfettamente consapevole dell'imponente e radicato impatto culturale del franchise a livello globale, il mio coinvolgimento nei videogiochi a tema Gundam era pressoché inesistente. Ero una semplice spettatrice esterna, intimorita da una mole di mitologia enciclopedica e da un ecosistema videoludico che mi pareva quasi impenetrabile.
È servita la cieca e martellante insistenza di un amico che, durante una memorabile serata, mi ha convinto a piazzarmi davanti allo schermo (con doveroso stream, essendo lui fuori dall'Italia), per far scoccare la proverbiale scintilla. Da quell'istante è nata in me una sincera, viscerale e inaspettata passione per i bestioni metallici targati Bandai Namco; un fervore che porto avanti con genuino entusiasmo, sebbene io debba continuare a trattenermi con tutte le mie forze per non sprofondare nel baratro finanziario e logistico che comporterebbe cedere all'acquisto compulsivo dei celebri Gunpla da assemblare.
Proprio in virtù di questo mio rinnovato interesse, mi sono avvicinata a Gundam Rogue Orbit con una miscela esplosiva composta da sana curiosità mista a un severo occhio critico. Sviluppato dai veterani di Bandai Namco Studios e atteso sugli scaffali, sia fisici che digitali, il prossimo 5 marzo 2027 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, il titolo si prefigge l'arduo e insidioso compito di svecchiare e reimmaginare dalle fondamenta la classica formula action della serie. Ciò che balza subito all'occhio, e che ho potuto constatare in modo diretto durante un breve hands-on tra i padiglioni infuocati della gamescom, è la netta sterzata verso una direzione visiva e narrativa spiccatamente realistica, cupa e dal marcato respiro cinematografico.
Sia ben chiaro, l'universo ideato da Yoshiyuki Tomino non è certo nuovo a tematiche mature, spietate e intrise di profonda sofferenza bellica – chiunque abbia visionato opere magnifiche e logoranti come Thunderbolt o Iron-Blooded Orphans ne è ben consapevole. Eppure, sul versante puramente videoludico, assai di rado ho assistito a una messa in scena così tangibile, tesa e distante dalla rassicurante cosmesi anime a cui innumerevoli tie-in ci avevano abituato negli anni. Ci troviamo di fronte a una mossa calcolata per sganciarsi dal peso opprimente di decenni di intricata continuity temporale. L'obiettivo manifesto è quello di inaugurare un'inedita e accessibile timeline, costruita ad arte per affascinare senza riserve tanto i puristi inossidabili del mecha design, quanto i giocatori del tutto a digiuno del brand ma affamati di un action sci-fi dall'identità forte e strutturata.
Calandomi in questo drammatico scenario narrativo, in cui i fragili resti di un'umanità espansasi nel cosmo sono inaspettatamente minacciati da una letale, oscura e inarrestabile piaga tecno-biologica chiamata semplicemente "Apocalisse", mi sono dunque messa saldamente ai comandi del pilota RE-X e del suo portentoso, pesantissimo Gundam Helix. A questo punto, resta però da sviscerare un interrogativo cruciale e dirimente per il successo dell'intera operazione: la coraggiosa, affascinante e asfissiante veste estetica imbastita con cura dagli sviluppatori sarà effettivamente in grado di sorreggere un'impalcatura ludica all'altezza delle grandiose promesse pre-lancio? Sistematevi nel vostro abitacolo, ripristinate i sistemi di puntamento e agganciate bene le cinture, perché è giunto il momento di scendere nel dettaglio tattico e analizzare nei limiti del possibile quanto questo promettente nuovo corso riesca davvero a graffiare l'acciaio nemico.
La prova, pad alla mano, si è rivelata purtroppo fin troppo fugace, limitando di fatto il perimetro e l