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In menopausa il cervello sembra seguire regole diverse
Un gruppo dell’Amsterdam University Medical Center ha studiato come cambia la struttura del cervello durante la transizione menopausale, trovando una differenza rispetto alla pubertà e alla gravidanza: non emerge una diminuzione complessiva evidente del volume della sostanza grigia corticale associata a questa fase. Il risultato, pubblicato su Nature Communications, suggerisce che il cervello femminile possa rispondere in modi diversi ai grandi cambiamenti ormonali della vita.
La sostanza grigia corticale costituisce lo strato esterno, ripiegato, del cervello e partecipa a funzioni come memoria, ragionamento e movimento. Durante pubertà e gravidanza, le variazioni ormonali sono associate a una riorganizzazione delle reti neurali e a riduzioni del volume di questo tessuto. Il quadro della menopausa è invece meno conosciuto: trasferire automaticamente a questa fase ciò che è stato osservato nelle altre due rischia di nascondere differenze biologiche.
Per indagare la transizione menopausale, i ricercatori hanno confrontato il cervello di persone che stavano attraversando questa fase con quello di donne in premenopausa e in postmenopausa. Dal confronto sono emerse variazioni contenute del volume della sostanza grigia durante la transizione. Il dato descrive un andamento strutturale generale: non equivale a dimostrare che ogni regione cerebrale rimanga invariata o che il cervello smetta di modificarsi.
Una distinzione centrale riguarda l’invecchiamento. La sostanza grigia diminuisce con l’età indipendentemente dal sesso biologico, ma questo processo non va confuso con gli eventuali effetti specifici della menopausa. Secondo gli autori, i risultati suggeriscono che l’influenza degli ormoni sessuali sul cervello possa cambiare nelle diverse fasi della vita. È un’interpretazione del quadro osservato, non la dimostrazione di un meccanismo causale già chiarito.
Lo studio presenta inoltre un limite nella classificazione delle partecipanti: lo stadio della menopausa era dichiarato dalle donne stesse, senza una conferma attraverso dosaggi ormonali o altri esami diagnostici. Questa modalità introduce incertezza nell’assegnazione ai gruppi confrontati. Sophie van ’t Hof, prima autrice e dottoranda presso il centro di Amsterdam, ha descritto il lavoro come ricerca di base sui meccanismi del cervello femminile, un ambito a lungo trascurato.
Il risultato non coincide del tutto con ricerche precedenti, che avevano osservato riduzioni della sostanza grigia nell’ippocampo durante la transizione menopausale. Si tratta però di livelli di osservazione differenti: una variazione in una regione specifica e un andamento complessivo della corteccia non sono misure intercambiabili. Il nuovo lavoro lascia quindi aperto il confronto con questi studi, senza consentire di archiviare le differenze emerse.
Resta soprattutto da chiarire il rapporto con le funzioni cognitive. Van ’t Hof ha precisato che è troppo presto per collegare specifici cambiamenti strutturali alle capacità cognitive durante la menopausa. Il volume della sostanza grigia, da solo, non permette dunque di dedurre come cambino memoria o ragionamento. Serviranno ulteriori ricerche per capire come le osservazioni anatomiche si colleghino all’esperienza delle donne che attraversano questa fase.
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