// ANSA ECONOMIA — FINANZA
Ex Ilva, Corte si riserva sulla richiesta di 'sospensiva' per l'area a caldo
La Corte d'Appello civile di
Milano, dopo un'udienza di discussione durata circa due ore, si
è riservata di decidere sull'istanza, presentata da Acciaierie
d'Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, di sospensione
in via d'urgenza dell'esecutività del decreto con cui, lo scorso
luglio, i giudici di secondo grado milanesi, confermando in
sostanza una decisione di primo grado, hanno disposto il blocco
delle attività dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico
tarantino da mettere in atto entro il 28 ottobre.
"Penso che i giudici decideranno prima del 15 settembre
perché il giorno dopo, da quanto ha spiegato l'impresa, se si
spegnerà il bottone delle attività dell'area a caldo non si
potrà più tornare indietro" ha spiegato l'avvocato Ascanio
Amenduni, uno dei legali degli undici cittadini di Taranto che
hanno ottenuto lo stop dell'area a caldo.
I legali degli undici cittadini, tra cui "un bimbo di 12 anni
che si è gravemente ammalato", hanno rivendicato, come promotori
del procedimento cautelare di azione inibitoria che ha preso il
via cinque anni fa, le due decisioni, prima del Tribunale e poi
della Corte d'Appello a fine luglio, che per il "diritto alla
salute" hanno disposto lo stop dell'area a caldo, da mettere in
atto nel giro di tre mesi, entro fine ottobre.
L'avvocato Amenduni ha spiegato che, nel corso del
procedimento, "è arrivata anche la decisione della Corte Ue" che
ha stabilito, così come le sentenze milanesi, che "è più
importante salvare anche solo una vita umana che produrre".
Ex Ilva, Corte si riserva sulla richiesta di 'sospensiva' per l'area a caldo
MILANO,
09 settembre 2026, 17:52
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