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Final Fantasy VII Revelation provato: primi lanci dall'Highwind e intervista a Naoki Hamaguchi
A sei anni e mezzo dal lancio di Final Fantasy VII Remake e appena due anni e mezzo dal suo sequel, Final Fantasy VII Rebirth, Square Enix mi ha permesso di provare il terzo e ultimo capitolo della trilogia remake di uno dei JRPG più importanti di sempre durante la Gamescom di Colonia. Pur avendo un rapporto meno intenso di altri con la storia di Cloud e compagni (il mio primo Final Fantasy è stato il nono, e il mio preferito resta il decimo), ammetto di essermi avvicinato molto a questo universo narrativo soprattutto grazie alla serie di remake, ed è stato un piacere poter mettere le mani in anteprima su Final Fantasy VII Revelation in vista del lancio su PS5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC in programma per l'8 aprile 2027.
Final Fantasy VII Revelation è stato sviluppato in tempi davvero "da record" da Square Enix, visto che uscirà a poco più di tre anni di distanza dal secondo capitolo, ma con un mondo più grande ricco di nuove aree esplorabili, altri due personaggi giocabili, la conclusione della storia e tanti altri contenuti inediti. Questa rapidità mi è parsa un po' allarmante soprattutto a causa del potenziale riciclo di ambientazioni, asset e idee da Rebirth, praticamente necessario per uscire con un titolo così grande in tempi tanto brevi. Similmente, temevo un po' il ripresentarsi della struttura di quest'ultimo gioco, molto ripetitiva nel loop di gameplay e ricca di incarichi copia e incolla che, nell'anno del lancio, finirono per far storcere il naso a molti utenti. Dopo oltre un'ora con Revelation, queste mie impressioni si sono rivelate perlopiù fondate, ma, a differenza di quanto pensassi, non le ritengo poi così importanti.
Se il passaggio da Final Fantasy VII Remake del 2020 a Rebirth del 2024 era stato segnato soprattutto da una modifica alla struttura alla base del gioco - prima più lineare, poi più improntata alla scoperta di un mondo aperto - Revelation spinge con convinzione ancora maggiore in quest'ultima direzione, mettendo il party protagonista di fronte a un mondo ancora più grande e liberamente esplorabile grazie all'aeronave Highwind. Il primissimo impatto, durante i primi minuti di gioco a Colonia, è stato un po' allarmante: la quantità di segnalini presenti a schermo mi aveva fatto temere di trovarmi di fronte all'ennesimo open world poco ispirato, con elementi ripresi da Rebirth e riciclati in ogni dove. La verità, però, è che a prova conclusa non solo non vedevo l'ora di mettere le mani sul gioco completo, ma addirittura ho iniziato a considerare Revelation come uno dei potenziali candidati al GOTY 2027.
La mia prova di Revelation ha preso il via all'inizio del quarto capitolo della storia. Il gruppo, guidato da Yuffie e diretto a Wutai, prende confidenza con l'Highwind di Cid, nuovo personaggio giocabile insieme a Vincent. Dopo aver visitato le diverse aree dell'aeronave, esplorabile anche internamente e con numerosi manovali a bordo, il party ha la possibilità di muoversi liberamente per il mondo prima di raggiungere la nazione del clan Kusaragi. Poiché recarsi a Wutai mi avrebbe bloccato all'interno di una missione della storia piuttosto longeva, impedendomi di tornare indietro fino al suo completamento, il team di Square Enix mi ha suggerito di fare prima un giro per le varie aree di Gaia, testando il combattimento e visitando qualche città, per poi dedicare gli ultimi venti minuti alla trama.
L'immagine allegata dovrebbe spiegare in maniera piuttosto chiara come funziona l'esplorazione. All'interno dell'Highwind è possibile raggiungere il timone e, interagendo con esso, la telecamera si sposta all'esterno dell'aeronave, che può essere pilotata liberamente in terza persona tra le varie zone del mondo. Durante la mia prova potevo recarmi in diverse aree come Corel, Gongaga, Mideel, la Prateria e Junon: alcune già visitate in Final Fantasy VII Rebirth, ma aggiornate con nuove sorprese, eventi, mostri, minigiochi e altre novità; altre completamente inedite, tra cui alcune isole senza nome d