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Final Fantasy 7 Revelation è un gioco enorme... forse anche troppo
Square-Enix ha presentato il primo hands-on di FF7 Revelation alla Gamesco 2026, in una demo che ha messo subito in risalto luci e ombre del gioco.
Soverchiante è la parola giusta per definire Final Fantasy 7 Revelation. Il terzo capitolo della trilogia remake della settima fantasia finale promette di espandere al massimo tutto ciò che abbiamo visto nei due capitoli precedenti, soprattutto Rebirth. Ho potuto giocare una corposa demo di circa 50 minuti alla Gamescom 2026, e quello che posso dirvi è che Revelation promette di essere un gioco enorme. Nel bene e nel male.
La sessione di gioco proposta da Square-Enix aveva un obiettivo specifico nel presentarsi alla stampa in questo primissimo contatto pad alla mano: trasmettere quanto sarà vasta e libera l'esplorazione del Pianeta in Final Fantasy 7 Revelation, e direi che il team è riuscito a trasmettere perfettamente l'idea. La demo si collocava nel corso del capitolo 4: a detta di Naoki Hamaguchi, il director del terzo episodio con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere, dopo circa 5-6 ore dall'inzio dell'avventura.
A questo punto della campagna i nostri protagonisti hanno già sbloccato la Highwind, l'aeronave di Cid, che di fatto rappresenta uno dei fulcri di tutta l'esperienza. Se in FF7 Remake il mondo di gioco risultava piuttosto lineare, mentre in Rebirth si iniziava ad attraversare il Pianeta attraverso una serie di open map interconnesse, in Revelation abbiamo un open world in cui è possibile spostarsi da una regione all'altra senza soluzione di continuità, ma in modo furbo: è proprio la Highwind a fungere da principale mezzo di trasporto tra un luogo e l'altro della mappa, ed è possibile paracadutarsi dal ponte dell'aeronave direttamente sui luoghi che si vuole raggiungere. Il tutto in tempo reale, certo, ma con la spettacolare sequenza del balzo con il paracadute in tempo reale che di fatto funge da caricamento mascherato. Ma torniamo a focalizzarci sul velivolo: la Highwind funge anche da hub principale dell'avventura, poiché i suoi interni sono liberamente esplorabili con qualunque personaggio del party. In occasione di questa demo però, oltre a chiacchierare con l'equipaggio del più e del meno, non c'erano particolari punti di interazione, ad eccezione di Chadley.
A proposito di lui, il team ha anticipato che il ricercatore avrà un ruolo piuttosto importante nella trama di Revelation, e probabilmente per questo le mansioni a lui precedentemente affidate (ovvero tutto il sistema di ricerca e sviluppo sul territorio, incluso lo studio sulle Materia) è affidato a Mai, la sua assistente. La ragazza, con toni anche più petulanti del suo predecessore, è costantemente in contatto con noi, e sarà lei a fornirci supporto durante le attività di ricerca nell'open world.
E adesso arriviamo al vero e proprio cuore di Final Fantasy 7 Revelation: l'esplorazione del Pianeta. Per la prima volta, l'intero mondo della trilogia Remake è interamente percorribile, e già dal capitolo 4 sarà possibile percorrerlo in lungo e in largo, anche per tornare in alcune location degli episodi passati. Con la sola eccezione di Midgar, il cui accesso in questa fase del gioco è bloccato per ovvi motivi narrativi, il giocatore può tornare a Junon, Costa del Sol, Gold Saucer, Cosmo Canyon e così via.
Chiaramente, ciascuno di questi luoghi offrirà nuove attività e missioni secondarie inedite, che fungeranno da pretesto per tornare in luoghi precedentemente visitati al di fuori dello sviluppo della trama principale. Nel capitolo 4 compaiono già due nuove mappe: Wutai e Mideel (con quest'ultima che, per chi conosce la storia originale, funge da importante crocevia per la trama e per la composizione del party). In questo preciso frangente, però, l'oasi termale si prestava ad essere percorsa per provare alcuni contenuti secondari, mentre il villaggio dei ninja dava l'occasione di avanzare un po' nella campagna principale. Una volta scesi dalla Highwind, si percepisce quanto Final Fantasy 7 Revelatio