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Prova Mazda CX-6e: il SUV elettrico che stupisce per qualità - Video
Provata in anteprima europea la Mazda CX-6e, SUV elettrico del brand di Hiroshima sviluppato in collaborazione con Changan
Dopo l’arrivo della Mazda 6e, che grazie alla collaborazione con Changan ha proiettato Mazda in via definitiva nel mondo delle auto elettriche, la nuova Mazda CX-6e ha confermato questa linea. Si tratta di un SUV che vuole coprire una fascia di mercato con competitor agguerriti, ma lo vuole anche fare con un prezzo concorrenziale e con una notevole qualità percepita.
Con una lunghezza di 4.85 metri la nuova Mazda CX-6e vuole essere una ideale compagna non solo di quotidiano ma anche di viaggio. D’altronde le dimensioni sono quelle di un’auto per famiglia o di un’auto ben più che tuttofare, con un passo di 2.90 metri che le garantisce sia un buono spazio interno che proporzioni volte ad uno spazio interno molto valido.
Il design non vuole assolutamente dissimulare le dimensioni, ma anzi mette sul piatto della bilancia un’estetica ben curata e con dettagli che funzionano completamente fuori dal coro. Tra questi la presenza di un convogliatore d’aria anteriore, una specie di canale che serve a controllare bene i flussi d’aria che poi investono il cofano e la carrozzeria. Strano da vedere, ma senza dubbio una grande dimostrazione di quanto l’aerodinamica oggi, soprattutto parlando di auto elettriche, sia impegnata alla ricerca di soluzioni sempre più funzionali, anche se poco convenzionali. Non si tratta ovviamente dell’unica superficie dedicata a questo perchè si trovano agli angoli del paraurti anteriore delle più classiche feritoie verso il passaruota, ma prende vita al posteriore un montante C dietro al quale si nasconde un condotto: l’aria lungo il fianco della carrozzeria passa da qui per riuscire di fianco al lunotto. Soluzioni curiose e volte anche a sottolineare l’impegno di Mazda nell’essere minuziosa nei propri progetti.
Ad ogni modo l’anteriore ha sicuramente una linea più complessa, con sfaccettature di carrozzeria alternate a zone con illuminazione. Ne sono l’esempio la grande ala di Mazda, che viene illuminata assieme al logo frontale e si mostra parte integrante di una più ampia firma luminosa che comprende anche le luci di posizione sottilissime, così come la parte inferiore del paraurti. Diverso il discorso lungo il fianco, dove le maniglie a scomparsa aiutano a dare un’idea di semplicità estrema alla fiancata, che propone un’alta linea di cintura, spostandosi poi al posteriore dove questa percezione viene ulteriormente amplificata. Qui il lunotto inclinato sovrasta solamente un portellone bagagliaio che sembra una superficie piatta e senza alcuna linea a romperne la coerenza visiva. La firma luminosa non è un filo continuo da lato a lato ma viene interrotta dalle luci di retromarcia al centro, seppur comunque divida idealmente la zona superiore da quella inferiore ed aiuti a dare un’idea di maggiore larghezza.
Senza ombra di dubbio sugli interni in Mazda hanno lavorato alacremente, perché sono riusciti a proporre un ambiente vivibile degno di nota, sia in fatto di spazio che di percezione della qualità. Che lo spazio fosse buono sia per chi siede avanti che per chi si accomoda dietro l’avevo immaginato dopo aver letto il dato sulla lunghezza del passo. Ma è stato entrando in auto che mi sono saltati subito all’occhio la buona qualità costruttiva e lo studio di design. Tutto questo a partire dai discretamente larghi sedili, che hanno un doppio colore e dei poggiatesta ampi. Offrono spazio per tutte le corporature e dotazioni di confort come il riscaldamento e la refrigerazione, questi sia per chi siede avanti che per chi siede dietro. I sedili anteriori hanno in più delle casse bluetooth alle quali far collegare i telefoni di conducente e passeggero, così che ognuno ascolti la propria musica senza essere disturbato.
Il volante è piatto nella parte bassa e con una serie completa di tasti sulle razze, facilmente raggiungibili, mentre alle sue spalle nessuna strumentazione: la plancia è s