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Le autorità di mezzo mondo sono contro i Ray-Ban Meta
Le autorità di mezzo mondo stanno iniziando a trattare i Ray-Ban Meta come una minaccia. Emergono sempre più frequentemente divieti ufficiali, circolari della polizia, dichiarazioni di garanti della privacy e associazioni che alzano la voce in ogni angolo del globo.
Il problema, come è ovvio che sia, sarebbe nella fotocamera integrata, con un unico LED che segnala la registrazione in corso, una piccola luce che per molti non è sufficiente per essere notata da chi ci sta vicino. Sono numerosi i casi che hanno sollevato un polverone a riguardo, sparsi per l'appunto in tutto il mondo.
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Un detenuto in Carolina del Sud ha pubblicato su TikTok un video girato dall'interno di un centro di detenzione, riprendendo docce fatiscenti, celle di isolamento e altri detenuti che dormivano o mangiavano, tutti inconsapevoli di essere filmati. Il video, ormai sparito, è diventato uno dei casi citati dalla polizia di New York nella sua circolare.
A gennaio, l'unità antiterrorismo del NYPD ha diffuso un documento interno che metteva in guardia gli agenti dagli occhiali Ray-Ban Meta, definendoli una potenziale minaccia alla sicurezza e al controspionaggio.
La circolare ordinava ispezioni approfondite degli occhiali portati nelle celle dei detenuti, citando il rischio che le riprese potessero rivelare la disposizione delle celle, la posizione delle telecamere o le routine di pattugliamento. Secondo il Guardian, documenti simili sono stati prodotti da forze dell'ordine in tutto il paese, dal Maine alla California.
In Gran Bretagna, gli occhiali sono stati vietati nei tribunali di Inghilterra e Galles già ad agosto, con obbligo di consegna all'ingresso. A febbraio, durante un processo a Los Angeles contro Meta e YouTube per danni a una minore, l'entourage di Mark Zuckerberg si era presentato in aula con gli occhiali smart. L'avvocato della controparte aveva chiesto di rimuoverli, e il giudice aveva avvertito il team Meta che eventuali registrazioni avrebbero potuto configurare oltraggio alla corte.
A Oslo, la vicesindaca responsabile dell'Istruzione, Julie Remen Midtgarden, ha vietato gli occhiali smart in tutte le scuole cittadine dal 27 agosto, per ogni ordine e grado.
Una delle aziende più ricche del mondo ha lanciato un prodotto la cui intera logica commerciale consiste nel rendere impossibile sapere quando si viene ripresi. A Oslo ci rifiutiamo di permettere che i nostri bambini diventino comparse nella raccolta di dati di Meta.
In Gran Bretagna, l'organizzazione Refuge, che si occupa di violenza domestica, ha sollevato un allarme specifico sulle donne e le ragazze. Emma Pickering, responsabile del team dedicato alle tecnologie, ha dichiarato: