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Il centrosinistra in vantaggio in Svezia, ma è incognita per il governo
In Svezia i vertici del Partito Socialdemocratico si stanno riunendo questa mattina con la leader Magdalena Andersson per discutere i prossimi passi. Lo riporta il Guardian, sottolineando che il partito è risultato il più votato - questo è certo - e con ogni probabilità avrà il compito di tentare per primo la formazione del prossimo governo. Tuttavia, dovrà gestire le richieste complesse e spesso palesemente contraddittorie delle forze che compongono il blocco di sinistra.
Resta da vedere se riusciranno a far collaborare il Partito della Sinistra con il Partito di Centro, date le perplessità espresse da entrambe le parti sulla fattibilità di una simile alleanza. In ogni caso, le dichiarazioni rilasciate oggi suggeriscono che non vi sia fretta: tutti i partiti vorranno attendere i risultati definitivi, previsti per mercoledì o giovedì, prima di impegnarsi in colloqui esplorativi. Il segretario del partito, Tobias Baudin, ha comunque confermato di aver scambiato messaggi con esponenti di altri partiti, come riportato dall'emittente Svt. Interpellato sulle possibili divergenze, ha dichiarato all'emittente P1 di essere "assolutamente convinto" che i partiti troveranno un'intesa attraverso un reciproco spirito di compromesso.
Con lo scrutinio fermo al 94% in Svezia, i risultati del voto di ieri sembrano certificare il freno alla deriva a destra registrata negli ultimi quattro anni. E qualora la vittoria del centrosinistra venisse confermata, la formazione del governo potrebbe richiedere diverso tempo: settimane, se non addirittura mesi. Inoltre, il conteggio dei voti anticipati e dall'estero comincerà solo mercoledì. Il blocco di opposizione di sinistra è formato dal partito più grande della Svezia, i Socialdemocratici, dal Partito di Centro, dal Partito dei Verdi e dal Partito della Sinistra. Se la leader socialdemocratica Magdalena Andersson sarà la premier, resta incerto quali altri partiti faranno parte del suo governo: il Partito di Centro ha infatti rifiutato di condividere il potere con il Partito della Sinistra, il quale sostiene invece di dover far parte di qualsiasi coalizione.
"Il processo di formazione del governo potrebbe rivelarsi piuttosto complesso", ha dichiarato alla televisione svedese il presidente del Parlamento, Andreas Norlen. I leader dei partiti hanno finora evitato di proclamare la vittoria o di ammettere la sconfitta, dato che mancano ancora da scrutinare i voti di centinaia di circoscrizioni elettorali e il conteggio dei voti dall'estero non avverrà probabilmente prima di mercoledì. In Svezia, tutti i voti vengono inoltre ricontati automaticamente dai consigli amministrativi regionali, che stabiliscono il risultato finale. Questo processo richiede solitamente una settimana. Nel 2022, gli exit poll avevano inizialmente attribuito una vittoria di misura al centrosinistra, rivelatasi poi prematura. Il premier uscente Ulf Kristersson non ha mostrato alcuna intenzione di riconoscere la sconfitta nel suo discorso dopo le elezioni di ieri.
Stando agli analisti, è improbabile che l'esito delle elezioni modifichi l'orientamento filo-occidentale e filo-ucraino della Svezia, mentre restano incerti gli effetti sulle politiche migratorie e sull'economia, scrive Reuters online. Andersson, ex ministra delle Finanze, ha promesso agli elettori maggiori investimenti nel welfare, un sistema fiscale più equo e un'attenzione particolare alla coesione sociale. Tuttavia, mentre i Verdi e i partiti di sinistra chiedono che i più ricchi contribuiscano maggiormente, il Partito di Centro si oppone a una tassa sui miliardari. Inoltre, è improbabile che i Socialdemocratici allentino le norme sull'immigrazione - come richiesto dai partiti di sinistra e dai Verdi - dato che Andersson ha dichiarato che la Svezia deve mantenere la sua linea di rigore.
Con lo scrutinio preliminare arrivato al 94% dei voti, in attesa che si contino anche quelli restanti, il vantaggio della coalizione di centrosinistra (opposizione) nelle elezioni par