// TOM'S HARDWARE ITALIA — MODA & SOCIETÀ
Recensione SUNLU × INSLOGIC FilaDC i10: l’accessorio perfetto per conservare i filamenti per stampa 3D
La gestione dell’umidità è uno di quegli aspetti della stampa 3D che spesso vengono sottovalutati fino a quando non iniziano a comparire problemi: superfici meno pulite, stringing, piccoli scoppiettii durante l’estrusione e, più in generale, una qualità di stampa inferiore rispetto a quella che ci si aspetterebbe dal proprio filamento. SUNLU e INSLOGIC hanno creato il FilaDC i10 che nasce proprio per risolvere questo problema, ma con un approccio piuttosto diverso rispetto ai classici essiccatori per filamenti.
Più che un dryer tradizionale, infatti, FilaDC i10 è un vero e proprio armadio deumidificatore per la conservazione dei filamenti, progettato per mantenere fino a dieci bobine da 1 kg in un ambiente con umidità controllata. La sua caratteristica più interessante è proprio il sistema utilizzato per raggiungere questo risultato: anziché riscaldare continuamente l’intero vano, utilizza un setaccio molecolare rigenerabile che cattura l’umidità dell’aria lavorando prevalentemente a temperatura ambiente.
Questo significa che FilaDC i10 non nasce tanto per recuperare rapidamente una bobina completamente impregnata d’acqua, quanto per impedire che i filamenti assorbano umidità durante lo stoccaggio e per riportare gradualmente in buone condizioni materiali come PLA e PETG. È quindi un prodotto pensato soprattutto per chi utilizza molte bobine contemporaneamente e vuole averle sempre pronte all’uso senza doverle continuamente spostare dentro e fuori da un essiccatore.
SUNLU × INSLOGIC FilaDC i10 è un armadio deumidificatore pensato per chi utilizza molte bobine di filamento e vuole conservarle sempre in condizioni ottimali. Può contenere fino a 10 bobine da 1 kg e, a differenza dei classici dryer, non riscalda continuamente il filamento: utilizza un setaccio molecolare rigenerabile che assorbe l’umidità dall’aria interna e mantiene il vano tra il 10 e il 45% RH.
Il suo punto di forza è proprio la semplicità: si inseriscono le bobine, si imposta l’umidità desiderata e lo si lascia lavorare. I consumi dichiarati sono molto bassi e il sistema è pensato per restare acceso a lungo, diventando di fatto un vero spazio di conservazione per PLA, PETG e altri materiali.
Bisogna però capire bene cosa può e cosa non può fare. FilaDC i10 non è un essiccatore rapido: con PLA e PETG può ridurre progressivamente l’umidità nell’arco di alcuni giorni, mentre con materiali molto igroscopici come il nylon può essere necessario ricorrere comunque a un dryer ad alta temperatura.
Al prezzo di 199 euro è una soluzione molto interessante soprattutto per maker avanzati, laboratori e piccoli print farm. Per chi usa poche bobine, invece, rischia di essere eccessivo.
FilaDC i10 ha l’aspetto di un piccolo armadio tecnico verticale. La struttura è prevalentemente in plastica, con un design piuttosto sobrio e professionale e una grande porta frontale trasparente che permette di vedere immediatamente le bobine conservate all’interno. Non è un prodotto particolarmente piccolo, ma lo sviluppo verticale consente di sfruttare abbastanza bene lo spazio: misura 395 × 300 × 508 mm, mentre il vano interno è da 385 × 258 × 488 mm.
La capacità dichiarata è di dieci bobine da 1 kg, con dimensioni massime di 200 mm di diametro e 67 mm di larghezza. Il peso dell’armadio è di circa 6,3 kg, quindi non parliamo di un semplice contenitore da spostare continuamente sulla scrivania, ma di qualcosa che idealmente trova una posizione relativamente stabile vicino alla zona di stampa.
Il vero punto distintivo è però ciò che si trova all’interno. FilaDC i10 utilizza un sistema di deumidificazione basato su setaccio molecolare. Durante il normale funzionamento, il materiale assorbente cattura l’umidità presente nell’aria all’interno dell’armadio. Quando raggiunge un certo livello di saturazione, una valvola isola il sistema dalla camera che contiene i filamenti e il setaccio viene riscaldato per espellere l’acqua accumulata. Terminata questa fase, il materiale viene lasciato r