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SK hynix tratta con Intel sulle memorie USA: basterà per l'IA?
SK hynix sarebbe in trattativa con Intel per produrre chip di memoria negli Stati Uniti, con un progetto che potrebbe portare alla prima fabbrica americana di HBM, le memorie ad alta banda utilizzate dagli acceleratori per l'intelligenza artificiale. L'operazione aggiungerebbe capacità produttiva per rispondere alla domanda dell'AI e contribuire ad alleviare la carenza di memoria.
Tra le opzioni in discussione figurerebbero l'affitto dell'impianto Intel in Ohio oppure la costituzione di una joint venture con il coinvolgimento di altri hyperscaler, i grandi operatori delle infrastrutture cloud. Intel ha ribadito che continua a investire nel progetto dell'Ohio, la cui entrata in funzione è prevista tra il 2030 e il 2031: un orizzonte industriale di diversi anni.
Le trattative restano indiscrezioni non confermate: SK hynix ha dichiarato di valutare diverse misure, comprese ulteriori basi produttive, per rafforzare la competitività del proprio business delle memorie senza aver preso decisioni, mentre Intel ha definito le ricostruzioni speculative e ha rifiutato di commentarle. La posizione ufficiale del produttore coreano contempla quindi un ampliamento della presenza manifatturiera, senza indicare una sede specifica.
Una fabbrica statunitense di chip affiancherebbe l'espansione già avviata in Indiana, dove SK hynix ha recentemente iniziato i lavori per un impianto di packaging HBM. Il progetto rientra nei più ampi piani di espansione produttiva di SK hynix: l'avvio del cantiere è arrivato poche settimane dopo la quotazione al Nasdaq da 26,5 miliardi di dollari. Produzione dei chip e packaging rappresenterebbero due attività complementari nella presenza americana del gruppo.
Sull'eventuale investimento pesa anche la strategia industriale di Seul. Il governo sudcoreano ha presentato un piano da 520 miliardi di dollari per aumentare la capacità produttiva nazionale dei semiconduttori e mantenere il Paese competitivo nella corsa all'AI. Destinare nuove risorse a una fabbrica americana potrebbe incontrare resistenze politiche, mentre la Corea del Sud cerca di rafforzare gli stabilimenti sul proprio territorio.
Parallelamente, Seul e Washington stanno negoziando la destinazione di un impegno d'investimento sudcoreano negli Stati Uniti da 350 miliardi di dollari, collegato alla riduzione delle tariffe sulle merci coreane. Di questa somma, 200 miliardi attendono ancora l'individuazione dei progetti da finanziare. Le scelte sulla filiera dei chip si intrecciano così con una trattativa economica più ampia tra i due Paesi.
Il Dipartimento del Commercio americano ha inoltre minacciato ulteriori dazi sulle aziende tecnologiche sudcoreane e taiwanesi che non investono nella produzione statunitense. La prospettiva di una fabbrica americana era già emersa nelle dichiarazioni di Chey Tae-won, presidente di SK Group, che a luglio aveva sostenuto la necessità di costruire un impianto negli Stati Uniti, se possibile.
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