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Rovina il padre a 9 anni per fare lo Youtuber, ecco cosa è successo
Un bambino di nove anni ha accumulato oltre 118.000 dollari di spese pubblicitarie su YouTube, circa 100.000 euro, per promuovere il canale dedicato alle sue partite a Minecraft e Roblox. A pagare il conto è stata la carta di credito aziendale del padre, David Sarkisyan, che lavora nel marketing negli Stati Uniti e aveva lasciato i dati memorizzati nel proprio account Google. La vicenda è stata raccontata dallo stesso genitore in un video pubblicato il 15 settembre sul canale del figlio, Mighty Mike Plays, con un titolo che annuncia la chiusura del progetto.
Il canale, spiega il padre, era nato in modo del tutto innocuo: il bambino passava ore a guardare altri giocare e a otto anni ha chiesto di pubblicare le proprie sessioni. L'allestimento era minimo, con lo streaming diretto dalla PS5 e una cuffia economica, senza montaggio né software dedicati. Il primo filmato raccolse cinque visualizzazioni, ma il rituale quotidiano piaceva a entrambi.
Il punto di svolta è arrivato con l'acquisto di un po' di Robux, la valuta virtuale di Roblox: da quel momento la carta è rimasta salvata e disponibile in ogni app. Poche settimane dopo, per consolare il figlio deluso dai numeri, il padre ha impostato una campagna pubblicitaria da circa 20 dollari, spiegando a voce alta come si sceglie il budget e come si avvia l'annuncio. Il bambino ha imparato la procedura e ha creato campagne proprie, senza limiti di spesa: nella sua logica, secondo il racconto del padre, più soldi significava più visualizzazioni, e la carta approvava ogni volta.
La scoperta è avvenuta in ufficio, durante una riunione con manager e responsabili finanziari che hanno messo sul tavolo il dettaglio delle spese di tre settimane. "Puoi spiegare i 118.000 dollari spesi su questo account?", la domanda rivolta con calma, riferisce il padre, che ora attende la decisione dei vertici aziendali: non esclude di perdere il lavoro o di dover restituire l'intera somma. Per il figlio sono già arrivate conseguenze domestiche, dal ritiro di iPad e PlayStation alla sospensione del canale.
Il contesto aiuta a capire perché casi simili riguardino così spesso questi titoli: Minecraft è il videogioco più venduto della storia, con oltre 350 milioni di copie secondo i dati diffusi da Mojang e ripresi dal Guinness World Records, dopo aver superato i 300 milioni nell'ottobre 2023. Un pubblico enorme e molto giovane, alimentato anche dai video di gameplay e dal film uscito nel 2025.
Episodi di questo tipo, però, non sono una novità: un bimbo di sei anni arrivò a spendere 16.000 dollari su Sonic Forces, una bambina circa 5.000 euro in Roblox convinta che fossero "soldi del Monopoli", un adolescente quasi 20.000 dollari in diciassette giorni tra Fortnite e Twitch. La differenza, qui, è che il denaro non è finito in microtransazioni ma in Google Ads, dove i budget sono illimitati per impostazione predefinita. Chi affida un dispositivo ai figli farebbe bene a rimuovere i metodi di pagamento salvati, attivare il parental control e usare carte prepagate con tetti di spesa.
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