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Rinvio sull'ex Ilva, aggiornato il tavolo con i sindacati
Il governo prova a guadagnare tempo riguardo la vertenza dell'ex Ilva di Taranto, preparando un provvedimento-ponte per gestire l'emergenza occupazionale. Ma mentre a Palazzo Chigi il dialogo con i sindacati puntava ad arrivare in Consiglio dei ministri con un decreto da approvare, la convocazione dell'udienza in Cassazione per il ricorso presentato contro lo stop dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto ha rimescolato le carte. Per l'esecutivo, il decreto con misure per la tutela dei lavoratori sarà discusso "quando il quadro generale sarà più chiaro".
L'incontro è stato aggiornato alla prossima settimana, come chiarito dai sindacati, che durante il tavolo hanno più volte ribadito la necessità di fermare i licenziamenti in atto. Un appello che ha ottenuto risposta positiva dalle associazioni delle imprese dell'indotto, con le procedure che resteranno bloccate almeno fino alla sentenza della Cassazione, attesa per il 20 ottobre, come era già successo per la precedente pronuncia della Corte d'Appello di Milano.
Si tratta di "un ulteriore atto di responsabilità - ha detto il presidente della Confederazione Aepi Mino Dinoi -, perché comprendiamo che la situazione è difficile". L'udienza di ottobre, molto vicina alla data dello spegnimento definitivo dell'area a caldo, mira a esaminare il ricorso presentato dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d'Italia. Intanto, le stesse amministrazioni hanno comunicato l'intenzione di proporre un'istanza di sospensione dell'esecuzione del decreto, proprio per attendere la pronuncia della Cassazione. Il governo, alla luce di questo, ha quindi deciso di aspettare prima di prendere decisioni sul fronte occupazionale. La strategia però è chiara e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano la stava illustrando ai sindacati prima che la comunicazione della data dell'udienza interrompesse il confronto.
"L'intenzione del governo - ha detto Mantovano - è quella di consentire la prosecuzione della produzione di acciaio a Taranto, proseguendo la gara per la vendita sulla base delle offerte presentate o che arriveranno. Questo tenendo presente un futuro dell'acciaio che deve essere necessariamente green". L'impegno del governo è anche rivolto alla tutela dei lavoratori, sia quelli dell'indotto e sia quelli diretti. Nello specifico, l'esecutivo ha illustrato un nuovo modello di cassa integrazione ad hoc, diversa dunque da quella per cessazione dell'attività e che utilizza l'ammortizzatore unico emergenziale, senza però escludere altri strumenti straordinari.
Secondo il segretario generale della Uilm Davide Sperti "bisogna ancora migliorare la discussione, ma anche su questo c'è stata un'apertura". La strategia presentata dal governo ha ancora "alcuni aspetti da chiarire rispetto al tema degli ammortizzatori", ha detto il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano Uliano, sottolineando però come siano "questioni di carattere tecnico", che verranno probabilmente affrontate venerdì durante un tavolo tecnico al ministero del Lavoro.
Secondo Michele De Palma, il segretario generale della Fiom, il confronto con il governo ha portato a "un passo avanti importante nell'emergenza", spiegando però che lo stato di mobilitazione permane. Infatti, mentre a Roma era in corso il tavolo, a Taranto un presidio di lavoratori e rappresentanti delle sigle sindacali si è riunito davanti alla portineria dello stabilimento, che hanno lasciato solo dopo la fine dell'incontro. "È in atto un dramma sociale - hanno ribadito i manifestanti -. Servono strumenti straordinari per tutelare l'occupazione e creare una prospettiva".