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Apple, Google e Samsung a rischio ban negli USA: cosa succede?
La United States International Trade Commission ha aperto un'indagine (la numero 337-TA-1521) su Apple, Samsung Electronics (insieme alla controllata Samsung Electronics America) e Google, accusate dalla californiana BoomCloud 360 di violare tre brevetti sull'elaborazione dell'audio spaziale. Il reclamo è stato depositato il 14 agosto e integrato il 31 agosto ai sensi della Section 337 del Tariff Act del 1930, la norma che consente di bloccare alla dogana i prodotti che infrangono proprietà intellettuale statunitense. L'azienda, con sede a Encinitas e circa 6,7 milioni di dollari di finanziamenti raccolti, chiede un Limited Exclusion Order e ordini di cessazione, misure che fermerebbero importazione e vendita dei dispositivi coinvolti sul mercato americano.
I tre titoli in discussione coprono la regolazione del guadagno tra componenti spaziali e non spaziali del suono, la compensazione delle asimmetrie tra altoparlanti e la cancellazione del crosstalk con correzione dei difetti spettrali che ne derivano. Il perimetro non si ferma agli smartphone: nel reclamo rientrano anche cuffie, auricolari, speaker intelligenti e smart TV. Non si conosce l'elenco preciso dei modelli che violerebbero questi brevetti e l'avvio dell'istruttoria non implica alcuna colpevolezza, ma se alla fine dovesse aver ragione BoomCloud 360, si prospetterebbero tempi decisamente duri per i tre colossi.
Il peso del caso è reso evidente dalle quote di mercato di questi brand. Secondo Counterpoint Research, nel primo trimestre 2026 Apple ha toccato il 75% delle vendite di smartphone negli Stati Uniti, contro il 69% del quarto trimestre 2025 e con un guadagno di 4 punti su base annua: le vendite di iPhone sono cresciute dell'1,3% mentre il mercato complessivo arretrava del 5,7%. Presso i tre grandi operatori Verizon, AT&T e T-Mobile la quota sale ancora, dal 72% al 75% delle attivazioni.
Ad Android resta quindi circa un quarto del mercato, e in quel segmento Samsung mantiene la prima posizione, però con Motorola risalita al 32% dallo scorso 26%. Google gioca il ruolo di terzo incomodo con i Pixel, stabile ma su volumi ridotti, mentre sul parco installato le rilevazioni d'uso attribuiscono ad Apple circa il 56% e a Samsung quasi il 30%. In pratica, un provvedimento che colpisse i tre marchi insieme toccherebbe la quasi totalità dei telefoni venduti negli Stati Uniti.
Le tre aziende si sono già mosse sul fronte giudiziario con azioni di accertamento negativo: Apple e Google ad agosto, Samsung il 3 settembre davanti alla corte distrettuale della California meridionale. I convenuti hanno 20 giorni per rispondere e la Commissione fisserà entro 45 giorni la data obiettivo della decisione, che secondo le stime arriverebbe in 12-18 mesi. Precedenti analoghi si sono chiusi con accordi di licenza o con modifiche software alle funzioni contestate, soluzioni ben più probabili di uno stop alle vendite.
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