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Gemini perde i comandi smart home su Android Auto: capita anche a te?
Gemini ha improvvisamente smesso di controllare climatizzatori, luci e altri dispositivi domestici per alcuni utenti di Android Auto. La regressione interessa una funzione che, stando alle testimonianze raccolte, aveva funzionato regolarmente per mesi e permetteva di gestire la casa senza distogliere l’attenzione dalla guida.
In uno dei casi segnalati, la richiesta di accendere il climatizzatore domestico non viene più eseguita. Gemini risponde invece di non poter gestire i comandi smart home attraverso Google Maps durante la guida. Il riferimento a Maps è insolito, perché il comando riguarda un dispositivo collegato all’abitazione e non una funzione di navigazione.
Le segnalazioni non sembrano limitarsi a un’unica configurazione. Altri utenti descrivono richieste vocali respinte anche fuori da Android Auto, con problemi che coinvolgono attività, promemoria e appuntamenti del calendario. Non è quindi ancora possibile circoscrivere il comportamento esclusivamente all’interfaccia installata sulle automobili.
Il malfunzionamento non è uniforme: per almeno un utente gli stessi comandi continuano a essere eseguiti correttamente nell’app Gemini sullo smartphone. Un’altra persona ha invece scelto di ripristinare Google Assistant dopo aver incontrato difficoltà con il nuovo assistente, ottenendo così nuovamente accesso alle funzioni utilizzate in precedenza.
Il caso arriva dopo un problema distinto riscontrato di recente su Wear OS. In quella circostanza Gemini dichiarava di avere acceso luci, climatizzatori e altri apparecchi, ma l’azione non veniva realmente eseguita. Google aveva comunicato di aver risolto quel difetto, senza indicare un collegamento con le anomalie emerse successivamente su Android Auto.
L’affidabilità del controllo vocale diventa sempre più delicata mentre l’ecosistema domestico si amplia anche sul piano hardware: il chip nRF54LC10A di Nordic pensato per una smart home più economica mostra come nuovi componenti puntino ad aumentare il numero di dispositivi connessi che gli assistenti devono riconoscere e gestire.
La causa rimane sconosciuta e l’ipotesi di un bug lato server o di una modifica remota non è stata confermata. Google è stata contattata per un chiarimento, ma al momento della pubblicazione della segnalazione non aveva fornito una risposta ufficiale né indicato eventuali interventi correttivi.
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